Contatti

Amici di Mariele società cooperativa sociale Onlus | Vicolo Parco sud 2 | 40018, San Pietro in Casale (BO)

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testo

“Per poter educare, bisogna amare”


(Karol Wojtyla)

domenica 12 gennaio 2020

Open school fino al 31 gennaio



Le iscrizioni per l'anno scolastico 2020/2021 sono aperte fino alle ore 20,00 di venerdì 31 gennaio 2020 per tutte le le classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado.
La nostra scuola è in versione "open" fino al 31 gennaio per mostrare a genitori e famiglie interessate la gioia di chi la frequenta, la bellezza del lavoro fatto insieme e la voglia di far conoscere a tutti quello che stiamo già facendo dal 2011.
Per venirci a trovare basta fissare un appuntamento:
mail segreteria@amicidimariele.it o telefono 051 810 126

sabato 11 gennaio 2020

Laura Pigozzi "Siamo diventati dei vampiri: ci nutriamo del loro benessere"

Laura Pigozzi, psicoanalista e autrice di “Adolescenza zero” è stata di recente intervistata da "Avvenire" ((qui puoi leggere l'intervista completa) Benchè sia tutta molto interessante, noi rilanciamo solo la seconda parte dell'intervista poichè più inerente le tematiche della scuola e della famiglia


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Leggendo la geografia del disagio giovanile che lei traccia, si ha la sensazione di essere davanti al fallimento delle due agenzie educative che dovrebbero incaricarsi della cura dei ragazzi: scuola e famiglia. Sono due crisi intrecciate? Una è lo specchio dell’altra?
La famiglia si sta trasformando in un’agenzia di protezione. Come tale deborda, invadendo lo spazio della scuola. La famiglia pretende di annettersi il campo educativo. Sono sempre più frequenti i casi dei genitori che contestano gli insegnanti, entrando nel merito dei contenuti scolastici. Un’invasione che non si riesce a contenere perché la scuola non può permettersi di perdere alunni e, per non perdere alunni, deve accaparrarsi i genitori, tenerseli stretti. È una logica mercantile. Il risultato è che la scuola subisce la stesso processo della famiglia: si infantilizza. Ma offrendo ai ragazzi una protezione continua, viene preclusa loro ogni possibilità di crescita. È quella che chiamo «la pedagogia della protezione». Siamo impegnanti in un’opera di soccorso continua e pervasiva. I ragazzi così non solo non corrono e, se corrono, corrono con le stampelle, ma faticano anche a camminare. È un pericolo grave che minaccia il futuro. È una crisi anche più grave di quella ambientale.

Questa adesività dei genitori al corpo dei figli come si spiega? È una conseguenza dell’eclissi della famiglia tradizionale?
Il benessere dei genitori dipende oggi dal consenso dei figli.  lo assorbiamo, lo prelogica tendiamo. Questo fenomeno non riguarda solo le famiglie monoparentali, nelle quali un solo genitore “amministra” la legge. Ma anche nelle famiglie più numerose la regola spesso non cambia. È un genitore, e uno solo, a dettare legge: la madre. È il plusmaterno. Ma il plusmaterno non è il trionfo della maternità ma la sua sconfitta. È un eccesso di materno che si traduce nel suo fallimento. Perché, ricordiamolo, la finalità ultima del materno è gestire l’assenza, la propria. Un figlio non nasce per soddisfare i nostri bisogni, la sua vocazione non è quella di gratificarci ma quella di diventare adulto. La sua vocazione è esplorare, sperimentare il nuovo, cadere, farsi male, rialzarsi, inventare, congedarsi dai genitori, aprirsi al mondo.

Oggi i ragazzi sono soffocati dalle cose. Questa iper presenza delle cose non rischia di uccidere il desiderio?
Il soddisfacimento ottunde il pensiero. Il desiderio nasce, invece, dalla mancanza, dal vuoto, dalla fatto che manca qualcosa. Ma l’ansia di controllo dei genitori tende a riempire i ragazzi di oggetti. Si tratta di un’acquiescenza al sistema capitalistico e alla sua dell’eccesso.

La ribellione dei ragazzi ci spiazza. È come se noi adulti non sapessimo accettarla, vogliamo che tutto sia levigato, morbido, piatto. La rimozione del conflitto cosa ci dice?
Oggi gli adolescenti sono sempre più mimetici. Non confliggono più con i genitori, ma con se stessi. I sintomi di cui sono portatori preferiamo ignorarli. Se un ragazzo va male a scuola ci sta dicendo qualcosa. Il dislessico ci sta dicendo che nella sua famiglia esiste un disordine. Non stiamo più insegnando ai nostri ragazzi come si litiga. Nelle famiglia il conflitto è azzerato. Ma se il conflitto viene rimosso, esso riemerge come distruttività. Stiamo capovolgendo la storia del mondo che è una ininterrotta storia di conflitti tra le generazioni. Si cresce opponendosi. Non potendo più opporsi, i ragazzi configgono con se stessi. È impressionante la distruttività che portano dentro e che spesso si scarica sugli oggetti, sulle cose, perché manca un bersaglio vero. 

Nel suo libro scrive che è in atto una sorta di psichiatrizzazione dell’infanzia. Tutto quello che fuoriesce dalla norma, viene ascritto al patologico. Come si spiega questo fenomeno?
Siamo dinanzi a una medicalizzazione torva: a un disagio si risponde con un farmaco. Se il sintomo parla, con il farmaco non lo si ascolta, lo si zittisce. Stiamo tornando a essere dei barbari: nel Rinascimento l’uomo era al centro delle dinamiche sociali, era generativo, creativo, oggi invece stiamo retrocedendo a una sorta di uomo-macchina deresponsabilizzato che, si pensa, possa essere riparato solo con il farmaco. E purtroppo questo assunto sta conquistando l’infanzia. Curare i sintomi dei bambini con gli psicofarmaci significa una cosa sola: non aver capito niente dell’infanzia. Significa non riconoscere due cose incontrovertibili. Primo: la struttura psichica dei bambini non è rigida od ossificata, ma fluida, in continua formazione. Secondo: significa non riconoscere al bambino, e all’essere umano in generale, la capacità di auto-ripararsi. Ecco la grande differenza tra il metodo farmacologico, oggi imperante, e quello praticato nella psicoanalisi. La psicanalisi chiede all’individuo quale sia la sua responsabilità. Perché è nella responsabilità che si diventa adulti.

sabato 28 dicembre 2019

I nostri pionieri da Caterina Balivo (Vieni da me. RAI1)

Valter Brugiolo, il nostro presidente, si racconta insieme alla moglie Alessandra, la nostra direttrice-maestra su RAI 1 da Caterina Balivo in "Vieni da me" nel corso della trasmissione del 27 dicembre. 


E raccontano la loro storia, dai successi dello "Zecchino D'Oro" con "Popoff" (1967) all'amore fino alla famiglia di 5 figli tra affidi e adozioni, e al trapianto di rene da moglie a marito.


Qui puoi vedere l'intera intervista : QUI

domenica 22 dicembre 2019

I nostri auguri di un sereno Santo Natale


"I primi a vedere la gloria umile del Salvatore, dopo Maria e Giuseppe, furono i pastori di Betlemme. Riconobbero il segno annunciato loro dagli angeli e adorarono il Bambino. Quegli uomini umili ma vigilanti sono esempio per i credenti di ogni tempo che, di fronte al mistero di Gesù, non si scandalizzano della sua povertà, ma, come Maria, si fidano della parola di Dio e contemplano con occhi semplici la sua gloria. Davanti al mistero del Verbo fatto carne, i cristiani di ogni luogo confessano, con le parole dell’evangelista Giovanni: «Abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità» (1,14)"


Auguri sinceri di un sereno
Santo Natale
e Felici Festività a tutti



martedì 3 dicembre 2019

Cantanatale 2019 - da Betlemme a Greccio, sabato 7 dicembre 2019 a Bologna

Il «Cantanatale 2019, da Betlemme a Greccio», si terrà sabato 7 dicembre 2019 alle ore 16.00 nel Santuario del Sacro Cuore di Gesù, Via G. Matteotti 27 (Bologna): si tratta della narrazione in musica del Natale e del Presepio, in ricordo dell'ideatore e autore di questo evento, padre Berardo Rossi.

La voce narrante sarà quella di Giorgio Comaschi. La parte musicale è affidata al coro dei «Vecchioni di Mariele» e all’ armonicista William Tedeschi, con la partecipazione dei bambini della Parrocchia del Santuario del Sacro Cuore di Gesù e i bambini della Scuola primaria paterna «Mariele Ventre» di San Pietro in Casale. 

Condurranno Valter Brugiolo e Gisella Gaudenzi.

Ingresso libero e gratuito.

Seguirà alle ore 19.00 la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo di Bologna S. Em. Card. Matteo M. Zuppi, in occasione del ventiquattresimo anniversario della scomparsa di Mariele.

Sarà un’occasione per ritrovarci in quell’atmosfera suggestiva, tanto cara a Mariele, del Santo Natale, per scambiarci gli Auguri.


domenica 1 dicembre 2019

Il laboratorio di pasticceria per l'inizio dell'Avvento e le raviole di Mariele

Questo week end la nostra scuola si è trasformata in "laboratorio di pasticceria" dove mamme e nonne hanno messo a disposizione le loro "segretissime" ricette per torte dolci che sono poi stati proposti alle famiglie del paese.

Protagonista su tutti, le "raviole di Mariele", di cui ne sono state preparate oltre 10 kg.

Grazie davvero a tutte le mamme e ai tanti che hanno contribuito e collaborato alla riuscita di questa bella iniziativa.



sabato 2 novembre 2019

“I ragazzi dello Zecchino d’Oro”, RAI 1 domenica 3 novembre alle 21,20 il film

Il 24 settembre del 1959 al Teatro dell'Arte a Milano, si apre per la prima volta il sipario sullo Zecchino d’Oro, la famosissima manifestazione dedicata e amata dai bambini (e non solo). Tra le dieci canzoni in gara vince “Lettera a Pinocchio”, diventata poi un successo grazie all’interpretazione di Johnny Dorelli. Nessuno immagina che siano solo i primi passi di uno spettacolo destinato a entrare nel cuore del pubblico e nella storia della tv e che avrà poi la sua sede definitiva a Bologna, all'interno degli studi dell'Antoniano.

E ora è proprio la televisione a celebrarlo con il film “I ragazzi dello Zecchino d’Oro”, che Rai1 propone per la serata (ore 21:20) di domenica 3 novembre.

La regia è di Ambrogio Lo Giudice, mentre sarà Matilda De Angelis a interpretare Mariele Ventre. Anche il regista da bambino ha fatto parte dei ragazzi dello Zecchino d'oro, e, grazie anche a questa esperienza, all'interno del film tv è riuscito a ricostruire il mondo degli anni Sessanta all'Antoniano, con la figura di Mariele Ventre l’indimenticata maestra di musica che darà vita ad una formazione stabile, una vera scuola di canto e di vita, il "Piccolo Coro dell’Antoniano" di Bologna che oggi porta il suo nome.

Simone Gandolfo veste i magici e azzurri panni indossati fin dalla prima edizione da Cino Tortorella, l’ideatore della manifestazione canora che diventerà l’emblema dello Zecchino d’Oro, il Mago Zurlì.

Nel cast, tra gli altri, Maya Sansa, Antonio Gerardi e Valentina Cervi. Sarà poi il giovanissimo bolognese Ruben Santiago Vecchi il protagonista del tv movie:  quel piccolo Mimmo che, scelto insieme ad altri bambini di ogni provenienza e classe sociale per partecipare alla prima edizione dello Zecchino, imparerà a conoscere la musica e a cantare con loro brani che resteranno per sempre nella memoria collettiva.

sabato 19 ottobre 2019

OPEN DAY: vieni a trovarci sabato 9 novembre

Aspettiamo tutte le famiglie e genitori interessati a conoscere la realtà

sabato 9 novembre dalle 9.30 alle 13.00 
Vicolo Parco sud 2, San Pietro in Casale (BO)

Vi accoglieremo per farvi vedere la scuola, far conoscere le maestre, illustrare le caratteristiche formative, dare informazioni sulle iscrizioni, rispondere alle domande.