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testo

“Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera,

lasciata all’iniziativa privata e ai comuni.

La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola

è indipendente dal controllo dello Stato”

Antonio Gramsci, Grido del Popolo, 1918

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mercoledì 24 giugno 2020

Ripartire dall’educazione. Che cosa ha imparato la scuola in questo lockdown (di Elena Ugolini)

In occasione della fine dell'anno scolastico, Elena Ugolini ha scritto un articolo molto interessante e da leggere che ora riproponiamo sul nostro glog 

Elena Ugolini è preside del Liceo Malpighi di Bologna ma è stata in pasato anche membro della cosiddetta “Commissione dei saggi” che preparò la riforma Berlinguer nel 2000 e sottosegretario dal 2011 al 2013 al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il Ministro Francesco Profumo durante il Governo Monti. 

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Il 6 giugno finiranno le scuole con le aule vuote. Gli studenti sono stanchi di vedersi “a distanza” con i loro compagni e desiderano chiudere quanto prima questo capitolo strano della loro vita. Nessuno avrebbe mai pensato di dover finire l’anno scolastico in questo modo ed ora, in mezzo alle polemiche sull’Esame di Stato e alle problematiche del rientro a Settembre, sarebbe importante fare il punto su quel che è accaduto per ripartire con il piede giusto.

In questi mesi siamo cambiati insieme ai nostri studenti. Non solo perché siamo stati costretti a inventarci nuove strade per continuare ad insegnare rimanendo in rapporto con loro, ma anche perché siamo stati obbligati ad andare all’essenziale. Quante volte nella nostra storia professionale abbiamo dato per scontato la possibilità straordinaria di avere un rapporto quotidiano, in presenza, con i nostri alunni o con i nostri colleghi? Questa situazione ci ha fatto desiderare il momento della lezione live con i nostri studenti come un appuntamento preparato con cura, di cui non trascurare o perdere nessun dettaglio, e ci ha aiutato a capire che nessuno può andare avanti da solo.

Non sto pensando solamente all’aiuto che i docenti più giovani hanno dato a tutti gli altri per acquisire velocemente gli strumenti tecnici necessari per fare lezione a distanza, ma anche all’esigenza di condividere materiali prodotti con tanta fatica, alla possibilità di “entrare” dentro le lezioni dei colleghi, alla necessità di lasciare traccia di quello che si fa e condividere idee: attività, materiali, presentazioni documenti, risorse in rete, videolezioni.

In tre mesi sono cambiate tutte le tipologie di prove e le modalità con cui cerchiamo di renderci conto se i ragazzi stanno imparando. Siamo stati costretti a restituire alla valutazione il suo senso più autentico: quello di capire e far capire a che punto si è nel percorso che si sta facendo.

Tuttavia non è accaduto ovunque così. Nel corso del tempo si sono confermate le differenze abissali che esistono fra i diversi ordini di scuola, i territori, i contesti sociali e tra le singole scuole con i loro docenti e i loro dirigenti. L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto è speculare a quella educativa. In questi mesi è emerso con chiarezza che il cuore del sistema sanitario sono persone disposte a dare la vita per aiutare gli altri, ma abbiamo anche capito che, senza saper come affrontare la malattia e senza avere strutture adeguate, si possono letteralmente uccidere le migliori risorse umane e paralizzare un Paese. Tutta l’organizzazione della sanità dovrebbe muoversi attorno a questa domanda: come formare, far crescere, valorizzare ed aiutare a lavorare nel modo migliore possibile professionisti in grado di curare ed accompagnare chi è colpito dalla malattia?

I problemi della scuola non sono diversi e i mesi di lockdown li hanno evidenziati come una potentissima lente di ingrandimento. Abbiamo visto all’ opera migliaia di insegnanti che hanno fatto ogni sforzo per continuare il percorso didattico con i propri studenti, ma ne abbiamo anche visti altri scomparire, non solo per mancanza di infrastrutture tecnologiche, ma anche per assenza di passione verso ciò che insegnano e verso quel bene dei propri studenti che costituisce il motore vero della scuola. Otto milioni di alunni, da un giorno all’altro, hanno perso la possibilità di andare in classe con i propri compagni e i propri docenti, costretti a concludere inesorabilmente, ogni giornata, con l’immancabile bollettino dei morti.

Centinaia di migliaia di bambini e ragazzi, purtroppo, non hanno avuto la possibilità di continuare a frequentare la scuola neanche a distanza e, anche laddove siamo riusciti a farlo, è emerso in modo chiaro che non bastava ripetere il modello di scuola a cui eravamo abituati da sempre. Chi ora disprezza le lezioni live fatte a distanza, dimentica che sono state l’unico strumento che abbiamo avuto per non perdere il contatto con i nostri studenti. Hanno avuto il merito di riportare, nel ritmo di una giornata sospesa tra il divano, la playstation e le notizie martellanti sull’andamento della pandemia, la forza della realtà: la bellezza di una poesia o di un’opera d’arte, la durezza di una formula di chimica, il fascino di una legge fisica capace di spiegare con quattro lettere l’universo intero.

Sono stati mesi in cui i bambini e i ragazzi hanno sentito la mancanza di quelle ore di scuola a cui sono abituati da quando hanno 6 anni, hanno capito la passione, l’amore, la dedizione di quei docenti che, proprio per loro, stavano rivoluzionando il modo con cui insegnavano da una vita. Insieme abbiamo ricapito che il cuore della scuola è l’educazione, il rapporto che si può stabilire ogni giorno, concretamente, fisicamente, tra docenti e studenti nelle mille ore all’anno che si vivono insieme. Da soli ci si informa, insieme si conosce, si scopre, si cresce. Ecco, allora, che fissare che cosa abbiamo imparato in questi mesi di lockdown può essere l’occasione per ripartire da subito in modo diverso, avendo il coraggio di rompere i lacci che da tempo bloccano la scuola italiana.

Ecco alcune idee che potrebbero avere il vantaggio di essere realizzate già a partire dall’estate.

Prima proposta
La qualità della scuola dipende dalla qualità dei docenti, dalla capacità di chi la dirige e dalla competenza dello staff amministrativo che li supporta. Tutto il sistema scolastico dovrebbe essere costruito su questa domanda: in che modo posso formare, selezionare, far lavorare bene insieme e valorizzare persone preparate nelle discipline che insegnano, capaci di rapporto con gli studenti e con i colleghi?  La diatriba recente sulla stabilizzazione dei precari è, da questo punto di vista, emblematica. Come può un test con 60 domande chiuse selezionare docenti che hanno queste caratteristiche? Si tratta evidentemente di una “parvenza” di concorso, pensata per dare la possibilità a chi ha fatto supplenze in questi anni di entrare in ruolo, nulla di più.

Ed anche la sostituzione del test con una prova scritta non modifica sostanzialmente la situazione. Non voglio entrare in merito ai motivi per cui siamo arrivati a questo punto. Da più di vent’anni i Ministri hanno proposto modalità diverse con cui formare e selezionare in ingresso i docenti e, con questi cambiamenti continui, abbiamo impedito ai giovani insegnanti di entrare in modo regolare dentro la scuola, aumentando le code di precari che aspettano il loro turno per ottenere una cattedra. Ora sono previsti nuovi concorsi, ma sembra che l’unico problema sia aumentare il personale.

Non discuto della validità della decisione di selezionare i docenti senza prevedere un tirocinio con cui verificare la capacità di gestire una classe, ma dell’abitudine, ormai consolidata, di non utilizzare l’anno di prova previsto dal contratto per fermare chi dimostra chiaramente di non essere in grado di insegnare. In questi anni si contano sulle punta delle dita di una mano le persone non assunte a tempo indeterminato dopo l’anno di prova. In molti l’hanno dovuto ripetere perché erano emersi dei problemi, ma, dopo il secondo tentativo, sono entrati tutti.

Non è detto che un insegnante sia bravo perché ha svolto tre anni di supplenza e non è detto che un giovane laureato sia in grado di insegnare perché conosce bene la sua materia. Per valutare un docente occorre vederlo in azione in classe, almeno per un anno, ed è quello che prevede una norma esistente che, per una miriade di motivi, non è mai stata applicata.

È ora di farlo con decisione. Tutte le ricerche internazionali dimostrano che il problema della qualità della didattica non è legato al numero di studenti per classe, ma alla qualità dei docenti. Meglio classi numerose con docenti bravi che classi piccole con insegnanti poco preparati e motivati.

Seconda proposta
Il problema della scuola non sono solo le effettive ore di lezione, ma la qualità dell’esperienza che gli studenti vivono in quelle ore. In questi mesi alcuni docenti si sono rifiutati di utilizzare la didattica a distanza per continuare a fare lezione ai propri studenti perché “non era prevista nel contratto”. Queste posizioni estreme e, per fortuna, limitate, indicano l’urgenza di definire uno stato giuridico dei docenti, un codice deontologico, e di promuovere una revisione del contratto. È anacronistico far coincidere il lavoro dell’insegnante unicamente con le ore di cattedra, non prevedere una formazione continua ed una valorizzazione del suo lavoro attraverso una progressione di carriera. Questi mesi lo hanno dimostrato in modo evidente.

La didattica a distanza ha costretto ad un cambiamento di paradigma che può suggerire come valorizzare al massimo la possibilità di vedersi, di incontrarsi, di lavorare insieme ogni giorno insieme o a piccoli gruppi e può continuare ad essere una risorsa importante anche quando torneremo a scuola in presenza. Nel decreto rilancio sono state destinate molte risorse per il potenziamento della rete così da garantire a tutti gli studenti la possibilità di avere un supporto tecnologico adeguato e per un piano di formazione dei docenti. Sarà importante usarle al meglio.

Il documento del comitato tecnico per la riapertura delle scuole a settembre, parla di una diversa distribuzioni degli spazi orari, ma, se non cambieranno le regole solite, come sarà possibile farlo mettendo a frutto quello che abbiamo imparato?

Terza proposta
Stiamo tutti ripensando al rientro a scuola settembre. Se avessero chiesto il rispetto del protocollo che dovremo seguire per gli esami di maturità, avremmo dovuto mettere una pietra tombale sulla riapertura in presenza, anche con i doppi turni. Il documento tecnico chiede l’uso delle mascherine ed il rispetto della distanza di un metro, ma c’è una precisazione sul rispetto di tale distanza anche nei movimenti. Inutile negare che questo potrebbe mettere tutte le scuole in grande difficoltà. Penso sia importante valutare quanto è veramente necessario, infatti occorre considerare che, anche se ci sarà una ripresa del virus in autunno, la situazione sarà molto diversa perché sappiamo come affrontare la malattia prima che si aggravi.

Guardiamo a quello che stanno facendo gli altri Paesi: è giusto rimodulare gli orari, distribuire le ricreazioni in tempi diversi, evitare assembramenti, utilizzare le mascherine, igienizzare le mani, garantire una buona areazione e chiedere, infine, ai genitori di certificare lo stato di salute dei figli, ma non chiediamo una distanza che impedirà, di fatto, il rientro a scuola, in presenza, a settembre.

Quarta proposta
Il tema della riapertura delle scuole ha riproposto in modo fortissimo anche la questione della edilizia scolastica. Nelle scuole italiane, già prima di questa epidemia, esisteva un problema enorme di spazi, di bellezza e di funzionalità degli edifici scolastici. Ci sono milioni di euro, stanziati per costruire nuove edifici scolastici bloccati da anni e c’è, da parte di tutta la società civile, una responsabilità, nei confronti di questo tema, che andrebbe recuperata. Esiste l’Art bonus, perché non ripristinare uno School Bonus per favorire un piano di ricostruzione sistematico di tutte le scuole da qui a 5 anni? Perché non semplificare le procedure e imparare da quello che abbiamo fatto dopo il terremoto dell’Emilia, quando in 6 mesi sono state ricostruite 100 scuole molto più sicure, belle e funzionali di quelle che c’erano prima?

Quinta proposta
Il 15 giugno è la nuova data fissata dal Ministero per la sospensione delle attività didattiche in presenza. Perché non dare alle istituzioni scolastiche la possibilità di proporre da subito delle attività libere per i propri studenti? Non ha senso poter andare al ristorante mantenendo la distanza di un metro, poter organizzare attività ludiche con i centri estivi per i bambini dai 3 ai 13 anni, poter promuovere attività artistiche, culturali e sportive con associazioni ed impedire alle scuole di fare qualunque tipo di proposta. Dare questa possibilità sarebbe il modo migliore per non dimenticarsi di una fascia di età che nessuno considera, quella dai 14 anni in su.

Sesta proposta
Solo ora, davanti alla difficoltà di tante persone che hanno perso il lavoro si è scoperto che in Italia esistono 900.000 famiglie che devono pagare una retta perché hanno i figli iscritti in una scuola non statale. Le scuole paritarie, in questi mesi, hanno fatto ogni sforzo possibile per continuare a pagare il personale, anche se le famiglie non riuscivano più a versare le quote, ma ora si trovano in grande difficoltà. Il decreto rilancio, dopo tre mesi di silenzio su questo tema, prevede un contributo aggiuntivo di 120 milioni alle scuole paritarie, per far fronte a queste necessità.

Molti sostengono sia una cifra irrisoria rispetto al costo che lo stato dovrebbe sopportare nel caso in cui le scuole paritarie chiudessero e tutti gli studenti si dovessero riversare nelle scuole statali (basta moltiplicare il costo annuo medio di uno studente nella scuola statale che ammonta a 7.000 euro all’anno per i 900.000 studenti che frequentano le scuole paritarie per avere un’idea della cifra), ma personalmente ritengo sia un segnale importante che potrebbe preconizzare un cambiamento di rotta.

Sarebbe un passo di civiltà importante perché, nel nostro Paese, già dal 2000 esiste una legge di parità che istituisce il sistema nazionale pubblico di istruzione, costituito da scuole statali e da scuole non statali paritarie, ma questa norma non è mai stata applicata fino in fondo.

Potrebbe essere arrivato il momento di farlo, per non trattare più gli studenti che frequentano le scuole paritarie come cittadini di serie B. Basterebbe ispirarci alla Germania, alla Spagna, all’Inghilterra, alla Francia, all’Olanda e a tanti altri Paesi che da tempo hanno trovato le strade perché questa opportunità sia garantita.

lunedì 15 giugno 2020

Mario Salisci "Famiglia e scuola sono state i due fronti cruciali della crisi Covid"

Associazione Articolo 26 ha recentemente organizzato una interessante intervista a Mario Salsci, tutta da ascoltare, su famiglia e scuola in una società che dovrebbe avere che priorità la crescita ed il bene dei bambini e ragazzi.Foggia, incontro con il sociologo Mario Salisci
Mario Salisci è Sociologo e formatore, docente di Sociologia dei Processi Culturali e Sociologia della Famiglia all'Università Lumsa di Roma e Direttore dell'Istituto di Cultura e Lingue delle Marcelline di Genova. Collabora con il Miur e con il Coni per la ricerca sui Licei Scientifici a Indirizzo Sportivo e come esperto sociologo per il Monitoraggio dei LiSS Italiani. Dal 2008 collabora con diverse istituzioni, enti pubblici e organizzazioni private come ricercatore e formatore e offre percorsi di coaching individuali.
Nel 2016 è stato nominato Membro Onorario dell’Associazione Medici Cattolici Italiani - AMCI, per il contributo dato agli obiettivi etici e culturali dell’Associazione. Nel 2012 è stato premiato a Denver negli Stati Uniti dall’American Association for the Study of Religion per la ricerca The Power of the Prayer, nell’ambito del convegno dell’American Sociological Association. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.



martedì 19 maggio 2020

Restano aperte le iscrizioni per il prossimo anno scolastico 2020/21

In ragione dell'emergenza sanitaria, abbiamo pensato di lasciare aperte le iscrizioni per il prossimo anno scolastico fino al 31 agosto prossimo
Per informazioni contattaci al numero 347 288 4249 o whatsapp sempre 347 288 4249 oppure mail segreteria@amicidimariele.it

martedì 28 febbraio 2012

Comincia la rivoluzione dell'apprendimento, di Sir Ken Robinson

Suggeriamo la visione di questo video ""le risorse umane sono come le risorse naturali, stanno in profondità" 
Per i sottotitoli clicca su tasto "subtitles in" e configura i sottotitoli in italiano. 
Il video è tratto dalla nota trasmissione americana di divulgazione scientifica "Ted Talk" e tratta del fondamentale ruolo della scuola e dell'educazione.
In particolare, in questo appassionante e divertente intervento, Sir Ken Robinson sostiene la necessità di un cambiamento nella scuola, passando da un approccio standardizzato ad un approccio personalizzato perchè solo così i talenti naturali dei nostri ragazzi possano sbocciare e fiorire.
Vuole essere solo ed unicamente uno spunto di riflessione per tutti noi, insegnanti, genitori ed educatori, che ogni giorno mettiamo il nostro impegno ed entusiasmo nella sempre meravigliosa avventura educativa.

venerdì 3 febbraio 2012

Appunti in libertà dell'incontro "UN NUOVO INIZIO", 17 gennaio


Lo scorso 17 gennaio si è tenuto a San Pietro in Casale,  all'interno del parco educativo San Luigi e organizzato della Scuola d'Infanzia parrocchiale, un interessante incontro dal titolo "UN NUOVO INIZIO, il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria".
Chi era presente ha avuto modo di ascoltare direttamente dalla Dott.ssa Luisa Leoni Bassani, diverse riflessioni su questo importante momento per i bambini e genitori. 
Per chi non ha avuto questa possibilità, riportiamo qui alcuni appunti della serata, cercando sinteticamente di evidenziare i tanti argomenti trattati nelle quasi due ore dell'incontro.

Il punto cruciale davanti a questo passaggio non è che i nostri bambini  devono essere  preparati o pronti per fare questo passo. Loro sono adeguati a stare al mondo, ad affrontare quello che devono affrontare. 
Ogni passo è dato per affrontare quello dopo, ma in realtà questa progressività può far perdere di vista la vita che si sta  vivendo. Noi non dobbiamo essere adeguati per affrontare quello che verrà, questa tensione "al dopo" genera paura, ansia. La paura è il più grande nemico di un genitore che vuole il compimento del proprio bambino. Educare un bambino è scoprire chi è dargli tutto il possibile perché il suo "io" venga fuori.
L’apprendimento, nella crescita, “è per natura.” Non siamo noi che lo facciamo accadere. Crescere è nella natura di un bambino. Gli appartiene, non è il frutto delle nostre capacità, della nostra bravura. La figura del genitore è insita nella crescita. Lui non cresce perchè io sono brava o bravo. Così la sua persona sparisce. Lui è un altro, e mette in gioco le sue caratteristiche con più o meno possibilità. Se io ho pazienza di guardare, ascoltare, proporre ecc. lui cresce.
Il nostro occhio si deve spostare da ciò che io voglio che diventi a ciò che io gli offro. 
La prima cosa che io gli offro è me stessa/o. Quello che siamo noi è la prima grande offerta per i nostri figli. I genitori dubitano delle loro capacità di genitori, delle loro radici. Tutto va paragonato con ciò che vale per me, e di conseguenza per mio figlio. Che cosa vale la pena che lui incontri nella sua vita? Qual è il suo bene?
L’apprendimento si gioca dentro la realtà. 
E’ l’interazione dell’esperienza con la realtà. Non dobbiamo pensare che la cosa più importante che fanno i bambini a scuola sia imparare a leggere e  a scrivere, bensì imparare a fare cose che un altro ti chiede, quello che vuole lui e quando vuole lui. Non è più il bambino che sceglie quando, dove, come. E’ un passaggio di maturità. Non sono più determinato da me stesso ma è la realtà che vale più di me. 
Questo è il passaggio di crescita dall’asilo alle elementari. Inizia l’interesse per la realtà. Ci si accorge, in tutte le elementari, che la realtà è più interessante di sé. Affrontando le richieste che la scuola gli fa imparerà a crescere. Il percorso che gli è richiesto sarà per tutti faticoso. Si cresce attraverso la fatica che si fa.
La domanda adeguata è : "che tipo di scuola voglio che mio figlio frequenti?" Lui attraverso la scuola conosce il mondo. E impara a giudicarlo. In che ordine di significato stanno le cose? Perché? Che senso ha? Chi è il padrone del mondo? Chi risponde a queste domande? La famiglia, ma non solo. La domanda del senso è legata al contenuto che imparo. 
E’ nostra responsabilità che cosa impara, come impara, cosa vogliamo che lui impari dalla vita. E’ la prima responsabilità.
Sarà in grado la scuola di rispondere a quello che io desidero per mio figlio?  
Ai bambini in 1° bastano 24 ore di scuola alla settimana e di queste alcune devono essere di attività motoria.
Poi quando saranno in 4° e 5°  avranno comunque bisogno di lavoro personale, che va fatto a casa, da soli, per fissare  e ricordare . 
Comunque va bene qualsiasi forma di organizzazione scolastica  se si risponde a queste necessità.
i bambini hanno bisogno che ci sia qualcuno con loro e che li aiuti nell’organizzazione del lavoro, soprattutto per dare importanza al loro lavoro. La cosa più importante è quindi l’atteggiamento nei confronti del lavoro. La posizione nei confronti dei compiti dipende dall’idea che abbiamo noi del lavoro, del nostro lavoro. “Dai, fai i compiti, così te li cavi e dopo puoi giocare”. In realtà nella fatica si può provare gusto.
Maestra prevalente o no?
I bambini hanno bisogno di un punto di riferimento chiaro. E non si sviluppano a settori, non hanno bisogno di esperti, ma di uno che abbia una visione sintetica della realtà e desideri  aprire il loro sguardo sulla realtà. Il bambino impara tutto se è davanti a una persona che  tiene a lui.
La prima cosa buona che fate per i vostri figli è guardare questo passaggio alla scuola primaria come un traguardo positivo. La possibilità di ripresa sta nel dove poggiamo lo sguardo.

venerdì 20 gennaio 2012

Il nostro progetto fa un passo avanti


In questi mesi abbiamo incontrato molte famiglie, scambiandoci pareri e informazioni sempre molto preziose per approfondire il tema della scelta educativa per i propri figli.
Per i genitori della nostra Associazione è prioritario che possa esistere il principio della libertà di scelta, nel massimo rispetto per tutte le scelte possibili.
Per questa ragione, intendiamo fare un passo avanti con le famiglie e o genitori interessati al progetto educativo che abbiamo presentato per i bambini nati nel 2006.
Per questo abbiamo organizzato un incontro per 

lunedì 23 gennaio 2012 ore 21,00
nella sala del Centro Don Bosco (sopra Bar Italia), San Pietro in Casale

Con l'occasione ricordiamo che la data prevista per i termini di pre-iscrizione all'anno scolastico 2012/13 è  stata stabilita dal Ministero al 20 febbraio p.v. 

martedì 10 gennaio 2012

Segnaliamo un incontro sull'importante tema del passaggio alla scuola primaria

La Scuola parrocchiale dell'Infanzia “San Luigi” di San Pietro in Casale organizza e promuove l'incontro "Un Nuovo Inizio" sul tema del fondamentale ruolo dei genitori nel passaggio dalla scuola materna alla scuola primaria. 

Per parte nostra desideriamo segnalarti ed invitarti a partecipare a questo incontro perchè secondo noi è anche una buona, anzi ottima, occasione per approfondire le scelte da fare o eventualmente anche già fatte, su questo importante momento che è fondamentale per l'educazione e la crescita dei nostri figli ed eventualmente approfondire temi cari ai singoli genitori.
L'incontro, che sarà coordinato dalla Direttrice della Scuola d'Infanzia Stefania Cacciari, avrà come base l'intervento della Dott.ssa Luisa Bassani, grande esperta di bambini e della loro educazione, e si terrà martedì 17 gennaio alle ore 21,00 nella sala polivalente "Giovanni Paolo II"  all'interno del parco della Scuola d'Infanzia "San Luigi" in Via Matteotti 2 a San Pietro in Casale.

martedì 20 dicembre 2011

Da Tracce: un articolo che parla della nostra scuola

Sull'ultimo numero di Tracce, rivista internazionale di Comunione e Liberazione, è uscito un editoriale sulla nostra esperienza scolastica. 
L'articolo, molto bello peraltro, è a firma di Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà.  


martedì 6 dicembre 2011

ELENA UGOLINI: Scuole pubbliche e paritarie ‘all’italiana’

CONTI VERI ED... ELVANA
da “Il Resto del Carlino”,  24 Novembre 2011
(ripubblicato sul Notiziario parrocchiale di San Pietro in Casale, domenica 27 novembre 2011)

Insegnanti, genitori, studenti delle scuole paritarie dell’Emilia Romagna dovrebbero esultare per la notizia dei 45 milioni di euro arrivati alle scuole ‘private’. Insegnanti, genitori, studenti che frequentano le scuole statali e comunali dovrebbero essere furibondi per la notizia di soldi ‘sottratti’ all’istruzione ‘pubblica’. 
Che peccato vedere sempre chiamare le cose con nomi equivoci senza mai cercare di andare in profondità. Siamo in un momento di crisi economica, le risorse sono poche e, come diceva Hanna Arendt: «una crisi ci costringe a tornare alle domande; e si trasforma in una catastrofe solo quando noi cerchiamo di farvi fronte con giudizi preconcetti». Quanto costa uno studente di scuola media allo stato? 7688 euro l’anno. 
Quanto costa un ragazzo di scuola media paritaria allo stato? 87,49 euro . Quanto costa uno studente di scuola superiore statale allo stato? 8108 euro all’anno. Quanto costa uno studente di scuola superiore paritaria allo stato? 50,50 euro all’anno. Che cosa risparmia lo stato per ogni studente che frequenta la scuola paritaria? Calcolarlo è molto semplice e vorrei evitare di farlo per rispetto all’intelligenza dei lettori. I genitori che mandano i figli alle scuole paritarie hanno degli aiuti o degli sgravi fiscali? No. Una scuola secondaria di primo e secondo grado se è paritaria quanto riceve all’anno per uno studente portatore di handicap? 2000 euro, il  corrispondente di un’ora la settimana con un docente di sostegno, a prescindere dalla sue necessità. In questa situazione chi vince? Chi perde? 
Quando nel 1991 Elvana, una ragazza albanese, interessata ad iscriversi al liceo economico europeo che avevamo appena aperto, non si era resa conto di essere entrata all’interno del portone ‘sbagliato’, quello di una scuola paritaria in cui avrebbe dovuto pagare una retta, quel portone avrei dovuto chiuderglielo in faccia ? No. Non l’ho fatto perché non era giusto. 
Ho alzato il telefono ed ho chiesto aiuto ad un amico, Enea Montanelli, che mi ha dato una borsa di studio per poterle permettere di frequentare la mia scuola. Il nostro Paese guarda all’Europa per tutto, ma non per questo: l’Olanda, la Francia, l’Inghilterra, la Spagna, la Finlandia, hanno un sistema scolastico veramente plurale, in cui le scuole autonome, gestite da enti di diritto pubblico o privato hanno la libertà di scegliere gli insegnanti, vengono valutate per l’efficacia del loro lavoro e possono essere scelte liberamente dalle famiglie, senza discriminazioni. 
Siamo sicuri che non serva una riflessione profonda sulle condizioni generali che potrebbero migliorare il sistema scolastico italiano nel suo complesso ? Siamo sicuri che la scuola statale che riceve il 99% dei finanziamenti del bilancio dello stato sia in crisi per quell’1% che va alla scuola paritaria? 

Elena Ugolini (*)

(*) Elena Ugolini, nata a Rimini nel 1959, coniugata con quattro figli, laureata con lode in Filosofia nell’Università di Bologna dal 1993 è dirigente scolastico del liceo e della scuola secondaria di I grado “M. Malpighi” di Bologna. Nel 1998 ha fatto parte della Commissione dei saggi” istituita dal Ministero della Pubblica Istruzione. Dal 28 novembre scorso è sottosegretario all'Istruzione nel Governo presieduto da Mario Monti.

mercoledì 30 novembre 2011

SCUOLA STATALE O SCUOLA NON STATALE? Alcuni contributi

Il tema della scuola statale o non statale è da molti anni al centro di un forte dibattito  che, a volte, ha assunto anche i toni dello scontro ideologico.

Ci permettiamo di evidenziare alcuni tra i più importanti contributi alla riflessione, nella direzione della libertà di scelta, e non tutti provenienti da ambienti ecclesiastici:


Papa Benedetto XVI
(....) L’emergenza educativa è uno dei nodi fondanti del pontificato di Benedetto XVI: già due anni fa, in una Pastorale per la diocesi di Roma, parlò di una vera e propria pastorale dell’intelligenza, da sviluppare nella diocesi. E, a più riprese, ha inteso portare avanti il concetto dell’educazione anche attraverso la scelta scolastica.  (....) Il Papa ha ribadito il concetto , in occasione del X anniversario di fondazione del Centro istituito dalla Conferenza Episcopale Italiana, ha per tema: "Oltre l’emergenza educativa, la scuola cattolica al servizio dei giovani".

Antonio Gramsci
Nel 1918 in un articolo per Il grido del Popolo, Antonio Gramsci scriveva: «Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata all’iniziativa privata e ai Comuni. La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola è indipendente dal controllo dello Stato. (…) Noi dobbiamo farci propugnatori della scuola libera, e conquistarci la libertà di creare la nostra scuola. I cattolici faranno altrettanto dove sono in maggioranza; chi avrà più filo tesserà più tela».

Cardinal Carlo Caffarra 
Leggi l'intero intervento : Seminario FISM Imola, maggio 2010
(...) Anche lo Stato ha una responsabilità. Ma è di natura completamente diversa. Esso non ha, non deve e non può avere un compito ed una responsabilità educativa: sarebbe la dittatura. È accaduto storicamente. Lo Stato ha solo un ruolo sussidiario: favorire l’esercizio della libertà educativa dei genitori, e la libera proposta educativa. Esso deve intervenire in "prima persona" solo quando e solo dove diventa necessario per tutelare il diritto delle giovani generazioni ad essere educate. (...)

Cardinal Giacomo Biffi  
(.....) L'Italia non sarà mai un paese compiutamente democratico fino a che non sarà consentito ai lavoratori cattolici di assicurare ai loro figli una educazione secondo le proprie convinzioni, nelle scuole da loro liberamente scelte.(...)

mercoledì 5 ottobre 2011

Il saluto di S.E. Card. Carlo Caffarra, in occasione dell'avvio della nostra attività educativa


Carissimi,
il programma di apertura mi piace molto: complimenti.

Vi porto con me nella preghiera davanti alla Madonna.

Avanti dunque con coraggio: “ciò che farete al più piccolo dei miei fratelli, lo fate a Me”.

Spero che il Signore mi conceda quanto prima di venirvi a trovare.



+ Carlo Card. Caffarra




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Approfittiamo per rivolgere al ns. amato Cardinale i più sentiti auguri di pronta guarigione dal piccolo malanno che lo ha colpito in questi giorni.

Con affetto e profonda stima,

Ass. Amici di Mariele

giovedì 15 settembre 2011

Re Alfabeto ha tredici nuovi amici...


L'emozione di incontrare nuovi amici, la curiosità di imparare cose nuove, il desiderio di apprendere, la voglia di condividere.
Tutto questo è solo l'inizio di questa meravigliosa avventura......

mercoledì 7 settembre 2011

...pronti, Via!


Carissimi bambini, famiglie e amici,
lunedì 12 settembre, giornata dedicata al Santissimo nome di Maria, prende il via la nostra “avventura” dedicata a Mariele Ventre.

“Avventura” da tempo sognata, pensata e progettata con attenzione, amore e passione educativa.

Ci ritroveremo alle 8.00 davanti alla chiesa parrocchiale di S.Pietro in Casale per un momento di preghiera e di affidamento a Maria sotto la guida del nostro caro don Simone.

La giornata proseguirà con il programma che vi abbiamo inviato.

Emozioni, allegria e consapevolezza di dare il proprio contributo ad un progetto educativo che nasce davvero dai cuori, saranno gli elementi che accompagneranno questa e tutte le altre giorante.

A presto, dunque....

giovedì 11 agosto 2011

Mattone su mattone....


“Mattone su mattone
viene su la grande casa,
è il Signore che ci vuole abitar con te.

Ma fermati un momento, e provati a pensare,
che cosa c'è che importa di tutto questo fare?
E ti dirò un segreto che è quel che fa per te...



Appuntamento al 12 settembre

domenica 10 luglio 2011

Buone Vacanze....


...a tutti, ai bambini e alle loro famiglie.
Stiamo avvicinandoci a quello che per molti è un meritato periodo di riposo estivo, che significa anche qualche momento prezioso in più da dedicare agli affetti familiari.
Auguriamo quindi a tutti coloro che avranno modo di "staccare", un sereno e proficuo periodo di vacanze, dando poi appuntamento a tutti per lunedì 12 settembre, ore 8,00, per il suono della prima campanella.
Buone Vacanze a Francesco, Chiara, Giulia, Nicolo', Sofia Rita, Tommaso Fabio, Melissa Mina, Lorenzo, Davide, Chiara, Francesco, GianAndrea e a tutte le loro famiglie

lunedì 16 maggio 2011

Cento (FE) : Conferenza di S.E. Card. Carlo Caffarra sui temi educativi


Giovedì 19 Maggio 2011, ore 21.00 presso il Centro Pandurera
Teatro Fondazione Teatro G. Borgatti, via XXV Aprile 11, Cento (FE) (tel. 0516858911)

si terrà la Conferenza di
S.E. Cardinale Arcivescovo Carlo Caffarra
sul tema "L'emergenza educativa"

Organizzazione "Collegiata San Biagio di Cento"
Ingresso libero

giovedì 27 gennaio 2011

Grazie....



...di cuore a

FRANCESCO
CHIARA
DAVIDE
SOFIA
FABIO
GIULIA
NICOLO'
GIAN ANDREA
MELISSA
LORENZO
CHIARA
TOMMASO
FRANCESCO

lunedì 17 gennaio 2011

IL NOSTRO PROGETTO EDUCATIVO SI CONCRETIZZA

Dopo diversi incontri e scambi di informazioni, siamo felici di comunicare che il progetto educativo presentato nei mesi scorsi, partirà a settembre con l’inizio del anno scolastico 2011/12.
Per questa ragione i genitori interessati sono invitati a partecipare all’incontro che si terrà:

martedì 25 gennaio 2011 ore 21,00
nella sala del Centro Don Bosco (sopra Bar Italia)
Via XX Settembre 20, San Pietro in Casale


In questa occasione formalizzeremo le iscrizioni e forniremo le istruzioni necessarie alla famiglie che hanno deciso di iscrivere il proprio figlia/a al nostro ciclo scolastico che partirà appunto nel prossimo settembre.
Approfittiamo per ricordare che il termine previsto per la pre-iscrizione all’anno scolastico 2011/12 è fissata al 12 febbraio p.v. e che entro questo termine andrà comunicata al Dirigente Scolastico e al Sindaco di residenza la decisione di assumere direttamente la responsabili dell’istruzione del proprio figlio o della propria figlia utilizzando il testo che vi abbiamo precedentemente inviato.

mercoledì 22 dicembre 2010

Auguri di Buon Natale


"Il bambino appena nato, indifeso e totalmente dipendente dalle cure di Maria e di Giuseppe, affidato al loro amore, è l’intera ricchezza del mondo.
Egli è il nostro tutto!"


Con le parole che Giovanni Paolo II usò durante la S. Messa di Betlemme il 22 marzo 2000, vogliamo augurare a tutte le Famiglie vicine alla nostra associazione, un Sereno e Felice Santo Natale.

venerdì 10 dicembre 2010

Prossimo incontro per perfezionare le iscrizioni (ciclo 2011/12)

Abbiamo terminato gli incontri territoriali per far conoscere il nostro progetto di istruzione paterna e, ovunque, abbiamo verificato,in tutte le famiglie sino ad oggi incontrate, una grande sensibilità al tema dell'educazione.
Anche per questa ragione abbiamo ritenuto opportuno organizzare un incontro con le Famiglie che hanno deciso o stanno decidendo di aderire al nostro progetto che interessa i bambini che inizieranno il ciclo di istruzione primaria nel settembre 2011 (nati nel 2005). In questo caso sarà un incontro unico per tutti i Comuni del territorio ed è previsto per

mercoledì 15 dicembre 2010 ore 21,00
Centro Don Bosco (sopra Bar Italia, ultimo piano)
Via XX Settembre, 20
San Pietro in Casale


In questa occasione perfezionaremo le iscrizioni a tutti coloro che lo desiderano. Programmeremo poi un successivo incontro (nella seconda metà di gennaio p.v.) con le famiglie che ad oggi stanno ancora facendo le doverose valutazioni a riguardo.