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Amici di Mariele cooperativa sociale onlus | Vicolo Parco sud 2 | 40018, San Pietro in Casale (BO)

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testo

“Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera,

lasciata all’iniziativa privata e ai comuni.

La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola

è indipendente dal controllo dello Stato”

Antonio Gramsci, Grido del Popolo, 1918

giovedì 3 maggio 2012

Benvenuti.....


SIMONE
LORENZO
VALERIO
PAOLO
GINEVRA
SYRIA
ROBERTA
EVA
EMANUELE
MICHELE
BENEDETTA
SAMUELE
MATTEO

sabato 21 aprile 2012

Convegno “FAMIGLIA E SCUOLA" SABATO 28 APRILE ORE 9,30


Segnaliamo ed invitiamo a partecipare a convegno regionale:

“FAMIGLIA E SCUOLA IN EMILIA ROMAGNA
 NELL’ATTUALE EMERGENZA EDUCATIVA"


SABATO 28 APRILE 2012 ore 9.30

Istituto Veritatis Splendor, 
Via Riva di Reno 57, Bologna


Intervento di apertura: 
Card. Carlo Caffarra Arcivescovo di Bologna

Introduzione: 
Stefano Versari Vice direttore Ufficio Scolastico Regionale - Emilia Romagna

Presentazione dei risultati della Ricerca "QUALE RAPPORTO FAMIGLIA - SCUOLA IN EMILIA ROMAGNA NELL’ATTUALE EMERGENZA EDUCATIVA" condotta da Carla Landuzzi, Sociologo Ricercatore universitario

Tavola rotonda - “Famiglia e scuola: quale alleanza?”

Intervengono:

Ivo Colozzi 
Professore Ordinario di Sociologia dell' Università degli Studi di Bologna

Roberto Gontero 
Presidente Nazionale AGeSC

Davide Guarneri 
Presidente Nazionale AGe

Silvia Cocchi 
Dirigente scolastico Istituto Sant’Alberto Magno di Bologna

Maria Rita Guazzaloca 
Dirigente scolastico Istituto Comprensivo De Amicis di Anzola dell’Emilia

Moderatore: 
Fiorenzo Facchini
Professore emerito di Antropologia dell’Università di Bologna e coordinatore regionale della pastorale della scuola

Intervento di chiusura: 
Elena Ugolini 
Sottosegretario di Stato Ministero Istruzione, Università e Ricerca

INGRESSO LIBERO

lunedì 26 marzo 2012

Un sito per migliorare la comunicazione per la Famiglia

comunicare in famiglia, il sito

Segnaliamo un interessante sito con suggerimenti, esempi e situazioni di vita per migliorare la comunicazione in famiglia e della famiglia con l'esterno, con un’attenzione particolare al dialogo, che viene incontro al nostro desiderio di essere compresi e di comprendere e facilita la gestione dei conflitti.

La parola è accompagnata anche da altri mezzi di comunicazione, di cui trovate qui esempi e casi pratici: il linguaggio del corpo, dei gesti, del comportamento, la comunicazione scritta.


Completano il panorama annotazioni di psicologia e l’esame delle emozioni che accompagnano le nostre relazioni.

mercoledì 21 marzo 2012

Interessante incontro venerdì 23 marzo su tecnologie e rapporti umani

Venerdì 23 marzo, alle ore 21.00, a Bologna, presso la Chiesa di Sant’Isaia (via De Marchi 31 angolo Via S.Isaia) Jonah Lynch presenterà il suo libro: “Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook”.


Il testo presentato invita a riflettere sui cambiamenti che vengono prodotti nella persona dalle nuove tecnologie: cambia il modo di conoscere, di relazionarsi, di concepirsi. Quali effetti hanno questi mutamenti? Come incidono sulla qualità dei rapporti, degli apprendimenti, sulla capacità di stare nella realtà? Si tratta di questioni fondamentali per chiunque si trovi a vivere nel passaggio epocale che stiamo attraversando in ambito tecnologico, e che assumono contorni di particolare urgenza per chi, come genitore, insegnante, educatore, ha il compito di introdurre i cosiddetti “nativi digitali” alla realtà vera, non virtuale, nella totalità dei suoi fattori.

Il libro non nasce da posizioni pro o contro le nuove tecnologie, piuttosto apre interessanti piste di riflessione e accoglie contributi da varie discipline scientifiche con l’intento di favorire la comprensione di quanto sta accadendo. Su queste tematiche sarà possibile dialogare con l’autore che lascerà ampio spazio al dibattito.

sabato 17 marzo 2012

19 marzo, Festa di San Giuseppe e di tutti i Papà


Celebrando la festività di San Giuseppe, rievochiamo la sua figura rifacendoci  a quello che ci dice il Vangelo.
Gli evangelisti Matteo e Luca ci parlano di San Giuseppe come di un uomo che discende da una stirpe illustre: quella di Davide e Salomone, i re di Israele, anche se i particolari storici di questa discendenza sono abbastanza incerti. Non sappiamo nemmeno se la città natale di San Giuseppe sia Betlemme, dove si recò per il censimento, o Nazareth, dove viveva e lavorava.
Sappiamo però che non era ricco: era un lavoratore come milioni di uomini in tutto il mondo ed esercitava il suo mestiere faticoso e umile che Dio, volendo prendendo la nostra carne e vivere per trent'anni come uno qualunque tra di noi, aveva scelto per sé.
La Sacra Scrittura ci dice che San Giuseppe era artigiano, alcuni aggiungono che era un falegname. Era comunque un operaio che lavorava al servizio dei suoi concittadini, con un'abilità manuale derivante da lunghi anni di sforzi e di sudore.
Dai racconti evangelici risalta la grande personalità umana di Giuseppe: in nessuna circostanza si dimostra un debole o un pavido dinanzi alla vita ma al contrario sa come affrontare i problemi e superare le situazioni difficili, accetta con responsabilità e iniziativa i compiti che gli vengono affidati.
Proprio in questa normalità e in questo grande senso di responsabilità sta la grandezza di San Giuseppe, che serenamente si affida all'amore di Dio.
Ed è per questo che ci piace ricordare questa festività, oggi magari un po’ appannata anche in ragione dell'abolizione, dal 1977, del rango di giornata festiva e che celebra il Santo dei Santi. 
E non è un caso che insieme a San Giuseppe (a questo proposito, auguri a tutti i Giuseppe) nella stessa giornata si festeggino anche tutti i Papà (auguri quindi anche a tutti i Papà).

mercoledì 29 febbraio 2012

Family e Media: educare attraverso la conoscenza ai nuovi media


Che immagine della famiglia viene offerta dalla televisione? Un videogioco può essere educativo? Conviene leggere insieme ai figli?

http://www.familyandmedia.eu/it.html
Anche per rispondere a queste domande, proponiamo nelle nostre pagine un nuovo un link: Family e Media,  sito in tre lingue (tra cui italiano) nato grazie ad un gruppo di ricerca universitario internazionale che studia la famiglia nell’ambito della comunicazione sociale con un doppio taglio: come viene presentata la famiglia nei media (fiction e news) e come le istituzioni che promuovono la famiglia comunicano il loro messaggio e aiutano a costruire una proposta di famiglia nello spazio pubblico. Il gruppo e progetto di ricerca è nato a Roma nel febbraio 2005 in occasione del primo workshop interdisciplinare su famiglia e media tenutosi presso l’Università della Santa Croce fra docenti delle Facoltà di Comunicazione, Teologia e Filosofia della Santa Croce, e docenti di comunicazione delle Università di Navarra (Spagna), Cattolica di Milano, Austral (Argentina) e CEU San Pablo di Madrid. 
Successivamente, si sono tenuti nuovi workshop (2006, 2009) e si è allargato la squadra di ricerca con membri delle Universidad CEU San Pablo di Valencia (Spagna) e Universidad Católica de Argentina. 
All'interno di questo sito si possono trovare interessanti articoli e ricerche per approfondire un tema educativo che sta assumendo sempre maggior importanza: il rapporto tra famiglia e mezzi di comunicazione (televisione ma soprattutto pc,  smartphome e videogame)

martedì 28 febbraio 2012

Comincia la rivoluzione dell'apprendimento, di Sir Ken Robinson

Suggeriamo la visione di questo video ""le risorse umane sono come le risorse naturali, stanno in profondità" 
Per i sottotitoli clicca su tasto "subtitles in" e configura i sottotitoli in italiano. 
Il video è tratto dalla nota trasmissione americana di divulgazione scientifica "Ted Talk" e tratta del fondamentale ruolo della scuola e dell'educazione.
In particolare, in questo appassionante e divertente intervento, Sir Ken Robinson sostiene la necessità di un cambiamento nella scuola, passando da un approccio standardizzato ad un approccio personalizzato perchè solo così i talenti naturali dei nostri ragazzi possano sbocciare e fiorire.
Vuole essere solo ed unicamente uno spunto di riflessione per tutti noi, insegnanti, genitori ed educatori, che ogni giorno mettiamo il nostro impegno ed entusiasmo nella sempre meravigliosa avventura educativa.

venerdì 3 febbraio 2012

Appunti in libertà dell'incontro "UN NUOVO INIZIO", 17 gennaio


Lo scorso 17 gennaio si è tenuto a San Pietro in Casale,  all'interno del parco educativo San Luigi e organizzato della Scuola d'Infanzia parrocchiale, un interessante incontro dal titolo "UN NUOVO INIZIO, il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria".
Chi era presente ha avuto modo di ascoltare direttamente dalla Dott.ssa Luisa Leoni Bassani, diverse riflessioni su questo importante momento per i bambini e genitori. 
Per chi non ha avuto questa possibilità, riportiamo qui alcuni appunti della serata, cercando sinteticamente di evidenziare i tanti argomenti trattati nelle quasi due ore dell'incontro.

Il punto cruciale davanti a questo passaggio non è che i nostri bambini  devono essere  preparati o pronti per fare questo passo. Loro sono adeguati a stare al mondo, ad affrontare quello che devono affrontare. 
Ogni passo è dato per affrontare quello dopo, ma in realtà questa progressività può far perdere di vista la vita che si sta  vivendo. Noi non dobbiamo essere adeguati per affrontare quello che verrà, questa tensione "al dopo" genera paura, ansia. La paura è il più grande nemico di un genitore che vuole il compimento del proprio bambino. Educare un bambino è scoprire chi è dargli tutto il possibile perché il suo "io" venga fuori.
L’apprendimento, nella crescita, “è per natura.” Non siamo noi che lo facciamo accadere. Crescere è nella natura di un bambino. Gli appartiene, non è il frutto delle nostre capacità, della nostra bravura. La figura del genitore è insita nella crescita. Lui non cresce perchè io sono brava o bravo. Così la sua persona sparisce. Lui è un altro, e mette in gioco le sue caratteristiche con più o meno possibilità. Se io ho pazienza di guardare, ascoltare, proporre ecc. lui cresce.
Il nostro occhio si deve spostare da ciò che io voglio che diventi a ciò che io gli offro. 
La prima cosa che io gli offro è me stessa/o. Quello che siamo noi è la prima grande offerta per i nostri figli. I genitori dubitano delle loro capacità di genitori, delle loro radici. Tutto va paragonato con ciò che vale per me, e di conseguenza per mio figlio. Che cosa vale la pena che lui incontri nella sua vita? Qual è il suo bene?
L’apprendimento si gioca dentro la realtà. 
E’ l’interazione dell’esperienza con la realtà. Non dobbiamo pensare che la cosa più importante che fanno i bambini a scuola sia imparare a leggere e  a scrivere, bensì imparare a fare cose che un altro ti chiede, quello che vuole lui e quando vuole lui. Non è più il bambino che sceglie quando, dove, come. E’ un passaggio di maturità. Non sono più determinato da me stesso ma è la realtà che vale più di me. 
Questo è il passaggio di crescita dall’asilo alle elementari. Inizia l’interesse per la realtà. Ci si accorge, in tutte le elementari, che la realtà è più interessante di sé. Affrontando le richieste che la scuola gli fa imparerà a crescere. Il percorso che gli è richiesto sarà per tutti faticoso. Si cresce attraverso la fatica che si fa.
La domanda adeguata è : "che tipo di scuola voglio che mio figlio frequenti?" Lui attraverso la scuola conosce il mondo. E impara a giudicarlo. In che ordine di significato stanno le cose? Perché? Che senso ha? Chi è il padrone del mondo? Chi risponde a queste domande? La famiglia, ma non solo. La domanda del senso è legata al contenuto che imparo. 
E’ nostra responsabilità che cosa impara, come impara, cosa vogliamo che lui impari dalla vita. E’ la prima responsabilità.
Sarà in grado la scuola di rispondere a quello che io desidero per mio figlio?  
Ai bambini in 1° bastano 24 ore di scuola alla settimana e di queste alcune devono essere di attività motoria.
Poi quando saranno in 4° e 5°  avranno comunque bisogno di lavoro personale, che va fatto a casa, da soli, per fissare  e ricordare . 
Comunque va bene qualsiasi forma di organizzazione scolastica  se si risponde a queste necessità.
i bambini hanno bisogno che ci sia qualcuno con loro e che li aiuti nell’organizzazione del lavoro, soprattutto per dare importanza al loro lavoro. La cosa più importante è quindi l’atteggiamento nei confronti del lavoro. La posizione nei confronti dei compiti dipende dall’idea che abbiamo noi del lavoro, del nostro lavoro. “Dai, fai i compiti, così te li cavi e dopo puoi giocare”. In realtà nella fatica si può provare gusto.
Maestra prevalente o no?
I bambini hanno bisogno di un punto di riferimento chiaro. E non si sviluppano a settori, non hanno bisogno di esperti, ma di uno che abbia una visione sintetica della realtà e desideri  aprire il loro sguardo sulla realtà. Il bambino impara tutto se è davanti a una persona che  tiene a lui.
La prima cosa buona che fate per i vostri figli è guardare questo passaggio alla scuola primaria come un traguardo positivo. La possibilità di ripresa sta nel dove poggiamo lo sguardo.