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testo

“Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera,

lasciata all’iniziativa privata e ai comuni.

La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola

è indipendente dal controllo dello Stato”

Antonio Gramsci, Grido del Popolo, 1918

sabato 1 marzo 2014

Il Twitter del Papa sulle scuola cattoliche e l'appuntamento a Roma

Papa Francesco pubblica su Twitter, sabato 1 marzo, un pensiero sulle scuole cattoliche, in vista del grande e  prossimo appuntamento a Roma.

Il 10 maggio prossimo, il mondo della scuola incontrerà Papa Francesco in Piazza San Pietro per promuovere la scuola.
Monsignor Nunzio Galantino, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) afferma che “La Chiesa, storicamente ha sempre avvertito l’urgenza di star dentro a questo mondo perché sa per esperienza che solo persone libere e critiche possono dar seguito ad una società giusta e aperta”.

La manifestazione del 10 maggio, ha sottolineato monsignor Galantino, sarà un'occasione di preghiera. “Andremo ad ascoltare la voce del Papa, non certo a rivendicare finanziamenti per la scuola cattolica”. A questo proposito, del resto, è necessario sgombrare il campo da “un equivoco che non serve a nessuno. In Italia non c'è una scuola cattolica e una scuola laica, ma esiste la scuola pubblica statale e la scuola pubblica paritaria”. Nessuna rivendicazione economica, quindi, anche se non va dimenticato che la scuola pubblica paritaria “fa risparmiare 6 miliardi e mezzo e, quando va bene, riceve non più di 500 milioni all'anno” (Avvenire, 2 febbraio).

“Vogliamo lanciare un segnale politico: la scuola non può essere il bancomat da cui, attraverso i tagli, attingere il denaro da sprecare in altre direzioni”. Allo stesso modo, ha segnalato, la scuola “non può essere luogo per promuovere ideologismi e non è chiamata solo a dare risposte pronte agli studenti. Non è il prêt-à- porter della vita, ma l’ambiente in cui si offrono gli strumenti critici necessari per mettere il singolo in condizione di affrontare e di abitare in maniera consapevole e sensata questo mondo”.

Per preparare il percorso verso il 10 maggio è online il sito www.lachiesaperlascuola.it, con materiali, contenuti, iniziative del territorio e indicazioni pratiche e nel quale viene riportato un comunicato del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana in cui si ricorda come l'annuncio del Vangelo sia “una proposta intrinsecamente educativa che tende a formare e trasformare le persone parlando alla loro coscienza” e proprio per questo la Chiesa italiana ha voluto dedicare il decennio 2010-2020 all’educazione.


In questo contesto, l'incontro del 10 maggio rappresenta “un’occasione privilegiata di mobilitazione popolare nella forma di una festa insieme” che “manifesterà a tutti, una volta di più, l’interesse e l’azione della Chiesa per il mondo della scuola, che da Roma ripartirà con rinnovate motivazioni ed energie”.

domenica 16 febbraio 2014

"Genitori che avventura! Principi pratici per educare i figli"

Presentiamo il libro "Genitori che avventura! Principi pratici per educare i figli" (Edizioni San Paolo, 2013, 7 Eu, 50 pp) autrice Sofia Mattessich. Questo utile libretto spiega in poche pagine dieci principi essenziali che i genitori possono applicare per favorire una crescita serena ed equilibrata dei loro bambini. Il testo è ricco di indicazioni ed esempi pratici. I dieci principi alla base di una buona educazione dei bambini.
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Nei primi anni di vita, il bambino sperimenta intensamente le dimensioni sensoriali ed emotive dell’esistenza e può essere sopraffatto da sensazioni ed emozioni, se non ha accanto un genitore che lo aiuti a “contenerle”. “Contenere” i sentimenti del piccolo significa sintonizzarsi su di essi (capirli e provarli in parte anche noi immedesimandoci in lui) e far sentire il bambino sostenuto – con le nostre braccia, la nostra voce. Man mano che nostro figlio cresce, affinché possa raggiungere un buon equilibrio psichico, è assolutamente essenziale che gli insegniamo a dare un nome a ogni sua emozione – positiva o negativa che sia.
Un individuo – di qualunque età – non necessariamente è consapevole dei propri sentimenti; la consapevolezza delle proprie emozioni, la capacità di discernerle e di gestirle non sono innate, ma si devono imparare. Il bambino piccolo sente dentro di sé una sorta di “magma” emotivo, una massa di sentimenti confusi che non sa distinguere né padroneggiare. Occorre insegnargli, prima di tutto, a riconoscere le proprie emozioni, dando loro un nome; quando, per esempio, intuiamo che nostro figlio è arrabbiato, triste o contento, potremmo dire: “Davide, mi sembra che tu sia arrabbiato/triste/contento, forse perché…?”. Il bambino che non impara a verbalizzare i suoi sentimenti, sarà inevitabilmente incapace di padroneggiarli e anche quando crescerà – non riuscendo a distinguerli, né a esserne consapevole – li esprimerà direttamente nei suoi comportamenti, senza avere la possibilità di riflettervi sopra. [...]
Alcuni genitori tendono a ignorare o rifiutare le emozioni negative – proprie e/o dei loro figli –, perché pensano che questo sia un metodo utile per superarle oppure semplicemente perché viene loro spontaneo ignorare e rifiutare ciò che è spiacevole. Niente di più sbagliato! Cancellare rabbia, gelosia, tristezza, paura ecc. dalle nostre esistenze non è possibile; se non accettiamo e non nominiamo questi sentimenti, otterremo soltanto che i nostri bambini non impareranno a gestirli: se li terranno dentro, per lasciare prima o poi che si esprimano in comportamenti disadattivi, sintomi psicosomatici e/o difficoltà relazionali. Una madre, quando suo figlio di tre anni è nervoso, dice sempre che è stanco e mai che è nervoso, perché teme di trasmettere al piccolo e agli altri l’idea che lui abbia un carattere nervoso, mentre è, al contrario, un tipo tranquillo, allegro, con un ottimo temperamento; questa madre, che ci tiene tanto a evidenziare che il suo bambino ha un carattere tranquillo, sta in realtà mettendo le basi per creargli problemi di nervosismo: il figlio, infatti, avrà difficoltà a distinguere il nervosismo dalla stanchezza e a capire quando ha bisogno di rilassarsi e quando invece ha bisogno di riposarsi. Un padre, per far sì che suo figlio sviluppi un carattere forte, ignora o sminuisce i sentimenti di dispiacere e delusione che il suo bambino occasionalmente prova; anche in questo caso, il padre otterrà l’opposto di ciò che si propone: il figlio crescerà con la sensazione che le emozioni dolorose siano qualcosa di inaccettabile e, quando gli capiterà di provarle, si troverà fragile e indifeso di fronte a un malessere emotivo indistinto che non saprà gestire e che cercherà inutilmente di scacciare. Quando il nostro bambino prova uno stato d’animo negativo, occorre: 1) aiutarlo a descriverlo; 2) aiutarlo a identificarne le cause, che spesso sono tutt’altro che evidenti sia a lui sia a noi; 3) esprimergli la nostra comprensione; 4) insegnargli a trovare modalità adeguate per farvi fronte e – quando possibile – risolvere i problemi sottostanti (per esempio, nel caso di una delusione connessa a un fallimento, potrebbe tirarsi su pensando ai successi conseguiti in altre situazioni e riflettere su come impegnarsi per raggiungere l’obiettivo mancato; nel caso del dispiacere per il litigio con un amichetto, potrebbe trovare il modo di fare la pace ecc.).
La gelosia tra fratelli è un sentimento che di frequente turba la serenità familiare. Spesso, quando un bambino si comporta male verso un fratello per questo motivo, i genitori lo sgridano dicendogli: “non essere geloso!”; in questo modo, il figlio impara che la gelosia è un’emozione che non si dovrebbe provare e, quando inevitabilmente l’avvertirà ancora, sarà dominato da un forte disagio connesso alla sensazione di essere invaso da un sentimento “sbagliato”, il che non lo aiuterà di certo a comportarsi meglio. I genitori dovrebbero, invece, distinguere l’emozione – che va accettata – dal comportamento – che va corretto e sostituito da una verbalizzazione –; potrebbero dire per esempio al bambino: “capisco che sei geloso – è normale –; la gelosia fa soffrire e, quando la provi, puoi parlarne con noi”/“quando sei geloso per qualche motivo, cerca di spiegarlo; per esempio, se una volta ti sembra che io stia dando molta retta a tuo fratello e troppo poca a te, puoi dirlo e protestare, ma senza dare sberle”.
[…]
L'autrice


Sofia Mattessich è nata a Milano (1967) e si è laureata in Psicologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: specializzata in tematiche relative allo sviluppo di bambini e adolescenti. Mamma di Davide e Dario, si è occupata di psicologia scolastica, disabilità, formazione genitori, adolescenti, problemi familiari e di coppia; collabora con Cortina Editore nella pubblicazione di testi di psicologia.

lunedì 20 gennaio 2014

La campagna iscrizioni anno 2014/15

Dal 29 gennaio al 31 gennaio è possibile richiedere l'iscrizione al nostro ciclo scolastico di Scuola Paterna.

Per farlo puoi contattarci direttamente presso la nostra sede di Vicolo Parco Sud 1 a San Pietro in Casale dalle ore 8 alle ore 13

Oppure via mail contattandoci al indirizzo mail: segreteria@amicidimariele.it

domenica 12 gennaio 2014

Per incontrarci: Open Week dal 13 al 17 gennaio


Per tutti i genitori che vogliono approfondire la possibilità della scelta educativa che proponiamo, dal 13 al 17 gennaio è possibile incontrare le persone che ogni giorno si dedicano a questa attività.


Per farlo  è possibile contattarci al tel 347 2884249 o mail segreteria@amicidimariele.it.

domenica 8 dicembre 2013

Il Dott. Pietro Lanzoni presenta il suo libro su San Pietro in Casale

Il titolo già dice molto "San Pietro per sempre" ed il contenuto è una vera e propria propria dichiarazione d'amore nei confronti del paese di cui si è occupato da sempre.

Del paese e di molti dei suoi abitanti.

Sarà proprio l'autore, il Dottor Pietro Lanzoni a presentare il libro dedicato a San Pietro in Casale, 

martedì 10 dicembre alle ore 20.45 


nella Biblioteca comunale "Mario Luzi"  in pieno centro (Via Matteotti 123) insieme a Remo Zecchi che ha curato le immagini e i documenti d'archivio.

Una bella occasione per immergersi nelle atmosfere tipiche sanpierine.

lunedì 25 novembre 2013

Incontro con Giuseppe e Maria. Raccontati da Don Andrea Marinzi

Storie di uomini, storie di Dio.
Per raccontare storie di uomini, tornerà a trovarci, dopo il bell'incontro del 31 ottobre scorso, Don Andrea Marinzi, insegnate e scrittore (oltre che ovviamente sacerdote)

giovedì 5 dicembre ore ore 18
sala Giovanni Paolo II - 
polivalente nel parco scuola materna San Luigi
  
L'incontro, organizzato dalla scuola materna parrocchiale San Luigi e dalla nostra Associazione, è aperto a grandi e piccini e avrà come fulcro la storia di una famiglia davvero speciale: quella di Giuseppe e di Maria.

Sarà un modo emozionate per preparasi all'ormai imminente Santo Natale.

mercoledì 20 novembre 2013

Gli adulti hanno paura di educare

Pubblichiamo qui l'intervista di Pietro Vernizzi alla giornalista  Costanza Miriano poichè contiene spunti  educativi che riteniamo utili per tutti.


“All’origine della proposta inglese di abbassare ai 15 anni l’age of consent, cioè l’età a partire dalla quale un adolescente è considerato pienamente consenziente nei confronti di qualsiasi attività sessuale, c’è la volontà di sgravare i genitori dal problema dell’educazione”. Lo afferma Costanza Miriano, giornalista e autrice dei libri “Sposati e sii sottomessa” e “Sposala e muori per lei”. L’obiettivo della proposta inglese è ridurre dai 16 ai 15 anni l’età a partire dalla quale un teenager può ricevere informazioni sulla contraccezione e sull’aborto. Di fatto però il limite dei 16 anni finora, almeno sul piano teorico, aveva scoraggiato il coinvolgimento sessuale dei minorenni al di sotto di questa età. L’idea è partita da un’intervista del professor John Ashton, preside della facoltà di Salute Pubblica, e per ora il premier David Cameron si è detto contrario.
La proposta di abbassare l’età al di sotto della quale gli atti sessuali sono ritenuti normali, parte da un cambiamento già in atto nella società o mira a provocarlo?
Il cambiamento in atto già esiste, in quanto viviamo in una società pansessualista dove i ragazzi sono iper-stimolati anche a età molto precoci. Ad allarmarmi è però soprattutto l’assenza degli adulti. Questi ultimi anziché indirizzare, incanalare, educare e mostrare la possibilità di una bellezza più grande, si preoccupano solamente di evitare conseguenze negative che nella loro mente egoista sono gravidanze indesiderate o malattie. E’ molto più facile illustrare le tecniche di contraccezione e di aborto, piuttosto che educare al vero significato. La proposta del professor Ashton è quindi un modo per disimpegnarsi e autogiustificare le proprie condotte sbagliate. All’origine c’è un’assenza di senso che questi adulti vivono in prima persona.
In che termini parla di un’assenza di senso?
Per molte persone la sessualità, essendo ormai slegata dal concepimento e dal rapporto con la vita, non ha più alcun senso. Questi adulti non riescono a insegnare un senso che loro per primi non hanno scoperto.
Insomma il vero problema non sono gli adolescenti ma i loro genitori?
Sì, tanto è vero che il fine ultimo di questa proposta è sgravare gli adulti dal problema dell’educazione. Non c’è nessun amore nei confronti di questi 15enni, si vuole soltanto offrire loro delle tecniche. A mancare ancora una volta è l’autorevolezza e la credibilità degli adulti.
Anche in Italia si sono avuti diversi campanelli d’allarme come il fenomeno delle “baby-squillo” e delle “ragazze-doccia”. Lei che cosa ne pensa?
Anche in questo caso il problema prima ancora che i ragazzi sono i loro genitori. Nella classe di mio figlio, che ha 13 anni, si è tenuta una lezione sull’utilizzo dei preservativi. Ho sollecitato l’intervento degli altri genitori, ma nessuno ha trovato nulla da ridire anzi erano ben contenti di demandare alla scuola il compito educativo.
Per quale motivo si sono tenute queste lezioni?
La cornice normativa che le ha permesse sono le linee guida del ministero per la diffusione della teoria del genere, le quali si basano appunto su una teoria illustrata come se fosse una scienza. Non sono però state sottoposte a nessun tipo di voto e si sta pensando di impugnarle. Così come è indispensabile rispettare i non credenti che non desiderano che i loro figli partecipino alle lezioni di religione, così anche i genitori credenti hanno ugualmente dei diritti.
Il problema non riguarda quindi solo l’Inghilterra?
Assolutamente no. E non è giusto che i genitori siano “espropriati” del compito educativo senza neanche chiedere loro un consenso.
Che idea si è fatta invece delle polemiche che hanno accompagnato la pubblicazione del libro “Sposati e sii sottomessa” in lingua spagnola?
Al fondo c’è il fatto che nessuno di quanti hanno protestato, per sua stessa ammissione, aveva letto il libro. A turbare molto è stata la parola “sottomessa”. Di sicuro c’è una forte resistenza culturale a tutto ciò che va contro l’autodeterminazione e la libertà senza vincoli. Comprendo la reazione di chi non ha il nostro retaggio culturale, meno gli insulti e l’aggressività.
Si è trattato solo di un malinteso o di una differenza culturale di fondo?
Il punto centrale del mio libro è che la dolcezza e la mitezza possono aiutare le coppie a uscire dalla logica del dominio, che sembra vincente nelle relazioni. Occorre uscire da una logica di potere, o nel migliore dei casi di contrattazione tra due poteri che si scontrano. Uscire da questa logica ed entrare in quella dell’accoglienza, dolcezza e mitezza può favorire un progresso che non è un ritorno al passato, ma una maturazione e un passo in avanti per le coppie e per le persone. Ritengo quindi che non si sia trattato soltanto di un malinteso sulla parola, ma di un modo completamente diverso di concepire i rapporti.

mercoledì 13 novembre 2013

I nostri incontri di presentazione con i genitori di bambini nati nel 2008


Dalla scuola d'infanzia
alla scuola primaria.
La famiglia sceglie

Per valutare occorre conoscere. 
Per conoscere occorre incontrare.

Per questo desideriamo incontrare i genitori dei bambini i nati nel 2008 per presentare la nostra esperienza di istruzione paterna per l'anno scolastico 2014/15


A causa del lutto che ha colpito la famiglia del nostro Presidente, l'incontro previsto per mercoledì 13 novembre ore 20,45 è rimandato a 
mercoledì 20 novembre ore 20,45
Nuova scuola materna parrocchiale “Sacro Cuore” 
San Vincenzo di Galliera (dietro palazzetto dello sport) 

E' confermato l'incontro di
martedì 19 novembre ore 20,45
Casa Dovesi, Via Parco Sud 2, San Pietro in Casale


Aperto a tutti i Genitori e Famiglie interessate ad approfondire l'argomento educativo in vista della scelta scolastica 2014/15. 
Vi aspettiamo per raccontarvi la nostra avventura.