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testo

“Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera,

lasciata all’iniziativa privata e ai comuni.

La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola

è indipendente dal controllo dello Stato”

Antonio Gramsci, Grido del Popolo, 1918

giovedì 4 settembre 2014

Il Cardinale Carlo Caffarra incontra le scuole

In occasione nell'avvio del prossimo anno scolastico, si terrà anche quest'anno l'ormai consueto incontro con il Cardinale di Bologna, Mons.Carlo Caffarra, genitori e personale scolastico.

L'incontro è confermato per 

giovedì 11 settembre 
ore 17,30
Teatro Manzoni
Via de' Monari 1/2, Bologna

e sarà l'occasione ascoltare la relazione del nostro amato Cardinale

"Quale futuro per la scuola?".

Tutti sono invitati e l'ingresso è libero



lunedì 1 settembre 2014

Buon inizio anno scolastico

Quest'anno gli auguri arrivano in forma di poesia. 
Di Rubem Alves, brasiliano. Educatore, teologo, ricercatore, psicanalista ma anche scrittore e poeta.



"Ci sono scuole che sono gabbie e scuole che sono ali.
Le scuole che sono gabbie esistono perché gli uccelli disimparino l'arte del volo. 

Gli uccelli in gabbia sono uccelli sotto controllo. Stando nella gabbia, il loro padrone può portarli dove vuole. Gli uccelli in gabbia sempre hanno un padrone. 
Non sono più uccelli, perché l'essenza degli uccelli è il volo.
Le scuole che sono ali non amano gli uccelli in gabbia.

Ciò che amano sono uccelli in volo.
Esistono per dare agli uccelli il coraggio per volare. Insegnare il volo, non lo possono fare, perché il volo nasce dentro gli uccelli.
Il volo non può essere insegnato. Può solo essere incoraggiato."         

                      
Rubem  Azevedo Alves (1933-2014)

martedì 1 luglio 2014

La forza delle emozioni positive


Pubblichiamo un contributo da: 
La sfida educativa (www)

Un tempo ci pensavano i proverbi, veri e propri concentrati di saggezza popolare: Chi pratica lo zoppo impara a zoppicare, tanto per dirne uno; ma anche Tanto tuonò, che piovve è una di quelle frasi brevi ma chiare che ci ricordano che non viviamo da soli, non siamo eremiti, e che la compagnia degli altri, con i loro gesti, le loro parole, il loro modo di vedere la vita, lascia su di noi sempre un segnale.


Oggi, in tempi di social network e di connessioni virtuali, ci pensa Facebook a ricordarci che il nostro umore dipende molto da chi abbiamo accanto. È di questi giorni, infatti, la notizia che la creatura di Zuckerberg ha condotto una ricerca su circa 700.000 utenti per dimostrare come le emozioni, positive o negative che siano, si trasmettano attraverso lo schermo e condizionino il nostro modo di interagire con gli altri. La ricerca è stata condotta manipolando letteralmente le notizie mostrate sulla bacheca di due gruppi di utenti; al primo gruppo venivano mostrati post contenenti parole positive, mentre al secondo gruppo comparivano soprattutto notizie con parole negative. Il risultato? Che la reazione dei due gruppi è stata quella di postare messaggi positivi o negativi a seconda delle notizie che avevano letto su Facebook.



“Gli stati emotivi si possono trasmettere per un fenomeno di contagio, inducendo altre persone a provare le stesse emozioni senza che ne siano coscienti”, hanno affermato gli autori della ricerca. Bella scoperta, starete pensando molti di voi.



Tralasciando appositamente le considerazioni etiche sulla ricerca – gli utenti infatti erano all’oscuro di tutto – , soffermiamoci su un dato tanto scontato quanto importante: ci pensate a quanto la nostra visione della vita sia condizionata, nel bene e nel male, da chi ci sta accanto e dalle notizie che ci arrivano attraverso la rete di relazioni nella quale siamo immersi?



Pensate a tutto ciò che ci arriva attraverso i telegiornali, molte volte inguardabili: guerre, fatti di cronaca nera, il lavoro che non c’è, le famiglie in crisi, e così via dicendo. Ma ci rendiamo conto che il telegiornale non avrebbe audience se raccontasse la sconvolgente normalità di vita di molte famiglie, il lavoro di tanti italiani onesti, la solidarietà di milioni di persone verso chi soffre, il sacrificio di medici, docenti, forze dell’ordine, lavoratori di ogni tipo che giorno dopo giorno spendono la loro vita per far sì che il mondo sia migliore?



Ma c’è di più, pensate a tutto ciò che ci arriva attraverso le relazioni significative della nostra vita: il rapporto con i nostri figli, con il nostro coniuge, i parenti, gli amici. Ci rendiamo conto dell’enorme potere che queste relazioni hanno su ciascuno di noi?



E allora, che Facebook ci ricordi pure quanto fanno bene le emozioni positive; ma non fermiamoci ad una lettura superficiale di questa notizia. Andiamo oltre e chiediamoci quanto ci diamo da fare, ogni giorno, per trasformarci in costante emozione positiva nei confronti di chi ci sta accanto. Avete idea di come cambierebbe il mondo?



“L’educazione è l’arma più potente che possiamo usare per cambiare il mondo”, sosteneva Nelson Mandela. Non pensate al mondo intero, quello forse vi sembrerà troppo lontano. Immaginatevi il mondo di chi vi sta attorno: amici, colleghi, familiari. Un mondo che sarà più positivo se voi per primi sarete positivi.

Magari cominciando proprio col ringraziare gli amici di Facebook, per averci ricordato una verità tanto scontata quanto preziosa.






mercoledì 21 maggio 2014

Al via giovedì 29 maggio la 37° edizione della Festa dei Bambini a Bologna


La Festa dei Bambini nasce a Bologna nel 1976, nella suggestiva cornice di piazza Santo Stefano.
 

Questo momento di festa semplice e coinvolgente per grandi e piccini, fatto di spettacoli, incontri, giochi, laboratori e sport, nel corso degli anni ha cambiato più volte location fino a diventare la più importante festa popolare per Bologna.
 

Quest’anno la festa si svolgerà per la prima volta in Piazza Maggiore e nei cortili di Palazzo d’Accursio e Palazzo Re Enzo, da giovedì 29 maggio a domenica 1 giugno. 

Sarà un momento di incontro e di dialogo impotante per tutta la città sul tema della speranza, quella forza sorprendente che spinge l’uomo a costruire la storia.

Quest'anno poi vi è la concomitanza quasi sorpendente della presenza, fino a domenica 1 giugno, della B.V. San Luca in Cattedrale, a pochi metri dalla Festa.


Qui il programma completo di tutte le belle iniziative che si svolgeranno durante la Festa:FestaDeiBambini2014_programma


sabato 10 maggio 2014

Anche noi alle MiniOlimpiadi edizione 2014


Il 16 e 17 maggio a Villa Pallacivini, Bologna si rinnovano le MiniOlimpiadi, giochi a squadre tra le scuole della nostra provincia.

Le MiniOlimpiadi sono una manifestazione ludico-sportiva organizzata dall’associazione, senza fini di lucro, Nuova Agimap.

Dell'aspetto sportivo parlano il nome, il logo, il calendario delle gare, i colori olimpici presenti nei cappellini degli atleti partecipanti.
Dell'aspetto ludico apparentemente non si parla, ma è presente e calato in ogni momento della Manifestazione.
Ed è un gioco di ruolo in cui ciascun partecipante mira a una rappresentazione precisa.

Attese per tutto un anno scolastico, le MiniOlimpiadi sono il momento in cui, con i propri compagni di vita scolastica, si affronta il cimento contro le classi parallele.
E allora scatta un sodalizio forte, formato durante le verifiche in classe, le interrogazioni, gli intervalli, le gite, gli esperimenti in laboratorio e le valutazioni.
Il gruppo, che vive tante ore quotidianamente insieme, è affiatato e coinvolto allo spasimo.
Ci si gioca un primato, all'interno della Scuola e contro le altre Scuole.

Per confermare a tutti noi, ancora una volta se ce ne fosse bisogno, che INSIEME E' MEGLIO!

lunedì 5 maggio 2014

La chiesa italiana con la scuola. Incontro con Papa Francesco

La chiesa italiana con la scuola
Incontro con 
Papa Francesco
Roma Piazza S. Pietro
10 maggio 2014
ore 15:00

Educare è un atto di speranza e con questa certezza le diocesi italiane invitano tutte le scuole e quanti sono coinvolti nella scuola ad una udienza speciale a Roma: docenti e dirigenti, alunni e famiglie, tecnici e operatori scolastici.

Comunità
Scuola = comunità che educa, in rete con altre comunità. Solo una scuola organicamente inserita in rete (con altre scuole, con le famiglie, con le comunità del territorio come le parrocchie) può davvero costruire amicizia civile e il bene delle relazioni, contributi alla crescita del bene comune.

Autonomia e sussidiarietà
Per una scuola autonoma e uno Stato garante della qualità. Tale condizione dovrebbe essere la norma, non l’eccezione, in modo da permettere alle scuole di svolgere sempre meglio il proprio ruolo di servizio pubblico, nell’ambito del sistema nazionale di istruzione varato dalla legge 62/2000.

Umanesimo
Per un’educazione che non sia solo acquisizione di competenze. L’umanesimo, rapporto creativo con la tradizione e il patrimonio culturale, aiuta la dimensione educativa a riconquistare la sua dignità di “percorso verso l’autenticamente umano”.

Alleanza educativa
Un’alleanza prima di tutto tra scuola e famiglia, in una logica di rigorosa lealtà reciproca. Questo implica un confronto comune sulle questioni, la costruzione di relazioni generative, l’attenzione inclusiva verso gli alunni in difficoltà: la stessa attenzione va manifestata verso la scuola, a sua volta marginale per l’opinione pubblica.

Generazioni e futuro
L’educazione è compito dei genitori e compimento della loro azione generativa. «È in gioco la libertà dei genitori circa l’educazione dei propri figli. Straordinaria e affascinante avventura! Essi, i figli, dopo essere stati generati nel corpo hanno il diritto e chiedono di essere generati nello spirito» (Card. Bagnasco).

Insegnanti
Gli insegnanti sono la risorsa fondamentale per una “buona scuola”. Per questo va curata la vocazione dell’insegnante, sia negli aspetti personali e motivazionali (si comunica ciò che si è), sia negli aspetti disciplinari e didattici, e la sua professionalità.

Educazione
Educare = aiutare a diventare persone adulte inserite in una comunità. Oggi la scuola, così come in generale l’educazione, da “risorsa” pare essere divenuto un “problema”: invece occorre guardare alla scuola come bene di tutti e di ciascuno, cuore pulsante dell’identità culturale, civile e sociale.

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L'incontro di sabato 10 maggio con Papa Francesco va inquadrato nel contesto del decennio sull’educazione e centrato su un’idea concreta di bene comune.
Se educare è possibile e necessario, se coltivare l’umano viene prima del profitto, se la scuola è la frontiera della socializzazione, non possiamo far finta di niente.