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Amici di Mariele cooperativa sociale onlus | Vicolo Parco sud 2 | 40018, San Pietro in Casale (BO)

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testo

“Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera,

lasciata all’iniziativa privata e ai comuni.

La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola

è indipendente dal controllo dello Stato”

Antonio Gramsci, Grido del Popolo, 1918

sabato 3 maggio 2014

A San Matteo della Decima, quattro giornate in preparazione dell'incontro con il Papa

I
In preparazione dell'incontro 
di sabato 10 maggio a Roma 
con Papa Francesco con le scuole cattoliche, la parrocchia di San Matteo 
della Decima organizza le
quattro giornate sul tema dell'educazione.
Un’occasione per riflettere, 
scambiarsi idee e ascoltare 
alcune testimonianze sui temi
 della scuola, dell’educazione e
dell’alleanza educativa.
Gli incontri sono aperti a tutti, genitori, figli e insegnanti

Il calendario 

Domenica 4 maggio, ore 20,30
Martedì 6 maggio, ore 17,00
Teatro parrocchiale San Matteo della Decima
Proiezione del film
“Monsieur Lazhar” 
Candidato al premio Oscar 2012
Segue scambio di impressioni  

Lunedì 5 maggio, ore 09:00
Martedì 6 maggio, ore 09,00
“Casona” (a fianco dell’ ingresso scuola materna S.Cuore)
Il Caffè dell’educazione
La scuola di tutti e con tutti: 
conversazione a partire da qualche articolo...

Mercoledì 7 maggio ore 20,45
Stand parrocchiale 
Serata di testimonianze
La scuola vista da una famiglia, 
da un insegnante, da un dirigente scolastico
Intervengono: 
Prof. Lino Alvoni, 
Coniugi Walter e Alessandra Brugiolo,
Suor Enza della Scuola S.Clelia
Per i bambini dalle ore 20,30 
sono previsti dei laboratori creativi

giovedì 27 marzo 2014

Sabato 12 aprile al Teatro Comunale di Bologna con "Scuole in coro per Mariele"


Grazie all'impegno della Fondazione Mariele Ventre, sabato 12 aprile si terrà “SCUOLE IN CORO PER MARIELE” rassegna di Cori Scolastici del territorio nazionale.

La rassegna fa parte ddel progetto didattico-educativo “Sulle note di Mariele” rivolto ai bambini della scuola primaria e dell’infanzia.

L’esperienza del “coro scolastico” vuole essere un momento di crescita individuale e comunitaria, in cui tutti possano trovare posto, come luogo privilegiato “delle differenze armonizzate”. 

Il canto condiviso permette al bambino di andare oltre ad eventuali individualismi performativi, offrendogli l’opportunità di collaborare, gioire, comprendere, elaborare con gli altri, contenuti, percorsi e sentimenti.

Non è quindi solo una rassegna di cori, ma è molto di più.

Sabato 12 aprile dalle ore 15,00 
nell'incantevole cornice
del Teatro Comunale di Bologna,
Piazza Verdi.

E anche i nostri bambini, che hanno Mariele come "grande amica", non potevano non essere sul palco

Tutte le notizie su : Scuole in Coro per Mariele

sabato 15 marzo 2014

L'apertura alla Vita nel messaggio per la giornata della Sindrome di Down, 21 marzo

Il video completo
Quest'anno parte dall'Italia il messaggio di apertura alla vita che è racchiuso nel video per la giornata della Sindrome di Down che ricorre venerdì 21 marzo. 

Il video 
21 marzo 2014 #DearFutureMom

L’idea creativa nasce da un’email che una mamma preoccupata, in attesa di un figlio con sindrome di Down, ha scritto: “Che tipo di vita potrà avere mio figlio?”
A rispondere a lei, e allo stesso tempo a tante altre mamme, sono diversi bambini, adolescenti e adulti con sindrome di Down, provenienti da tutta Europa, che le spiegano perché la vita di suo figlio potrà essere felice, proprio come la loro: potrà imparare a scrivere; potrà viaggiare; potrà andare allo stadio; potrà guadagnare dei soldi e portarla a cena fuori; potrà andare a vivere da solo. 
Alcune volte sarà molto difficile, quasi impossibile, ma in fondo non sono le stesse difficoltà che affronta ogni giorno qualsiasi mamma? 
La felicità di un genitore passa attraverso la felicità dei figli; ma il benessere di un figlio con sindrome di Down dipende anche dall’inclusione nella società e dalla possibilità di esercitare i propri diritti: una scuola di qualità, il giusto numero di ore di sostegno, i necessari interventi riabilitativi precoci, l’opportunità di trovare un lavoro, come chiunque altro.
La felicità è un diritto di tutti e per ognuno può esprimersi in maniera diversa. 
Per una persona con sindrome di Down essere felice può voler dire tante cose, anche quelle apparentemente più scontate per chiunque: andare a scuola e imparare a scrivere; poter viaggiare e conoscere il mondo; avere la possibilità di lavorare, guadagnare i propri soldi e poter andare, in alcuni casi, anche a vivere da solo, magari con la persona amata.
Eppure il diritto alla felicità viene spesso negato proprio a causa dei molti pregiudizi che ancora devono essere superati. 
Ecco perché il tema scelto per la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, in programma in tutto il mondo il 21 marzo 2014, è il benessere: per le persone con disabilità vuol dire innanzitutto integrazione nella società, in particolar modo nel mondo della scuola e del lavoro.
In Italia, CoorDown Onlus – Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down celebra l’appuntamento del 21 marzo attraverso una campagna di sensibilizzazione a tutela dei diritti delle persone con sindrome di Down, anche il diritto ad essere felici. 
L’obiettivo della Giornata Mondiale è inoltre quello di diffondere una nuova cultura della diversità e una maggior conoscenza delle persone con sindrome di Down.

Tutte le informazioni su www.coordown.it

sabato 1 marzo 2014

Il Twitter del Papa sulle scuola cattoliche e l'appuntamento a Roma

Papa Francesco pubblica su Twitter, sabato 1 marzo, un pensiero sulle scuole cattoliche, in vista del grande e  prossimo appuntamento a Roma.

Il 10 maggio prossimo, il mondo della scuola incontrerà Papa Francesco in Piazza San Pietro per promuovere la scuola.
Monsignor Nunzio Galantino, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) afferma che “La Chiesa, storicamente ha sempre avvertito l’urgenza di star dentro a questo mondo perché sa per esperienza che solo persone libere e critiche possono dar seguito ad una società giusta e aperta”.

La manifestazione del 10 maggio, ha sottolineato monsignor Galantino, sarà un'occasione di preghiera. “Andremo ad ascoltare la voce del Papa, non certo a rivendicare finanziamenti per la scuola cattolica”. A questo proposito, del resto, è necessario sgombrare il campo da “un equivoco che non serve a nessuno. In Italia non c'è una scuola cattolica e una scuola laica, ma esiste la scuola pubblica statale e la scuola pubblica paritaria”. Nessuna rivendicazione economica, quindi, anche se non va dimenticato che la scuola pubblica paritaria “fa risparmiare 6 miliardi e mezzo e, quando va bene, riceve non più di 500 milioni all'anno” (Avvenire, 2 febbraio).

“Vogliamo lanciare un segnale politico: la scuola non può essere il bancomat da cui, attraverso i tagli, attingere il denaro da sprecare in altre direzioni”. Allo stesso modo, ha segnalato, la scuola “non può essere luogo per promuovere ideologismi e non è chiamata solo a dare risposte pronte agli studenti. Non è il prêt-à- porter della vita, ma l’ambiente in cui si offrono gli strumenti critici necessari per mettere il singolo in condizione di affrontare e di abitare in maniera consapevole e sensata questo mondo”.

Per preparare il percorso verso il 10 maggio è online il sito www.lachiesaperlascuola.it, con materiali, contenuti, iniziative del territorio e indicazioni pratiche e nel quale viene riportato un comunicato del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana in cui si ricorda come l'annuncio del Vangelo sia “una proposta intrinsecamente educativa che tende a formare e trasformare le persone parlando alla loro coscienza” e proprio per questo la Chiesa italiana ha voluto dedicare il decennio 2010-2020 all’educazione.


In questo contesto, l'incontro del 10 maggio rappresenta “un’occasione privilegiata di mobilitazione popolare nella forma di una festa insieme” che “manifesterà a tutti, una volta di più, l’interesse e l’azione della Chiesa per il mondo della scuola, che da Roma ripartirà con rinnovate motivazioni ed energie”.

domenica 16 febbraio 2014

"Genitori che avventura! Principi pratici per educare i figli"

Presentiamo il libro "Genitori che avventura! Principi pratici per educare i figli" (Edizioni San Paolo, 2013, 7 Eu, 50 pp) autrice Sofia Mattessich. Questo utile libretto spiega in poche pagine dieci principi essenziali che i genitori possono applicare per favorire una crescita serena ed equilibrata dei loro bambini. Il testo è ricco di indicazioni ed esempi pratici. I dieci principi alla base di una buona educazione dei bambini.
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Nei primi anni di vita, il bambino sperimenta intensamente le dimensioni sensoriali ed emotive dell’esistenza e può essere sopraffatto da sensazioni ed emozioni, se non ha accanto un genitore che lo aiuti a “contenerle”. “Contenere” i sentimenti del piccolo significa sintonizzarsi su di essi (capirli e provarli in parte anche noi immedesimandoci in lui) e far sentire il bambino sostenuto – con le nostre braccia, la nostra voce. Man mano che nostro figlio cresce, affinché possa raggiungere un buon equilibrio psichico, è assolutamente essenziale che gli insegniamo a dare un nome a ogni sua emozione – positiva o negativa che sia.
Un individuo – di qualunque età – non necessariamente è consapevole dei propri sentimenti; la consapevolezza delle proprie emozioni, la capacità di discernerle e di gestirle non sono innate, ma si devono imparare. Il bambino piccolo sente dentro di sé una sorta di “magma” emotivo, una massa di sentimenti confusi che non sa distinguere né padroneggiare. Occorre insegnargli, prima di tutto, a riconoscere le proprie emozioni, dando loro un nome; quando, per esempio, intuiamo che nostro figlio è arrabbiato, triste o contento, potremmo dire: “Davide, mi sembra che tu sia arrabbiato/triste/contento, forse perché…?”. Il bambino che non impara a verbalizzare i suoi sentimenti, sarà inevitabilmente incapace di padroneggiarli e anche quando crescerà – non riuscendo a distinguerli, né a esserne consapevole – li esprimerà direttamente nei suoi comportamenti, senza avere la possibilità di riflettervi sopra. [...]
Alcuni genitori tendono a ignorare o rifiutare le emozioni negative – proprie e/o dei loro figli –, perché pensano che questo sia un metodo utile per superarle oppure semplicemente perché viene loro spontaneo ignorare e rifiutare ciò che è spiacevole. Niente di più sbagliato! Cancellare rabbia, gelosia, tristezza, paura ecc. dalle nostre esistenze non è possibile; se non accettiamo e non nominiamo questi sentimenti, otterremo soltanto che i nostri bambini non impareranno a gestirli: se li terranno dentro, per lasciare prima o poi che si esprimano in comportamenti disadattivi, sintomi psicosomatici e/o difficoltà relazionali. Una madre, quando suo figlio di tre anni è nervoso, dice sempre che è stanco e mai che è nervoso, perché teme di trasmettere al piccolo e agli altri l’idea che lui abbia un carattere nervoso, mentre è, al contrario, un tipo tranquillo, allegro, con un ottimo temperamento; questa madre, che ci tiene tanto a evidenziare che il suo bambino ha un carattere tranquillo, sta in realtà mettendo le basi per creargli problemi di nervosismo: il figlio, infatti, avrà difficoltà a distinguere il nervosismo dalla stanchezza e a capire quando ha bisogno di rilassarsi e quando invece ha bisogno di riposarsi. Un padre, per far sì che suo figlio sviluppi un carattere forte, ignora o sminuisce i sentimenti di dispiacere e delusione che il suo bambino occasionalmente prova; anche in questo caso, il padre otterrà l’opposto di ciò che si propone: il figlio crescerà con la sensazione che le emozioni dolorose siano qualcosa di inaccettabile e, quando gli capiterà di provarle, si troverà fragile e indifeso di fronte a un malessere emotivo indistinto che non saprà gestire e che cercherà inutilmente di scacciare. Quando il nostro bambino prova uno stato d’animo negativo, occorre: 1) aiutarlo a descriverlo; 2) aiutarlo a identificarne le cause, che spesso sono tutt’altro che evidenti sia a lui sia a noi; 3) esprimergli la nostra comprensione; 4) insegnargli a trovare modalità adeguate per farvi fronte e – quando possibile – risolvere i problemi sottostanti (per esempio, nel caso di una delusione connessa a un fallimento, potrebbe tirarsi su pensando ai successi conseguiti in altre situazioni e riflettere su come impegnarsi per raggiungere l’obiettivo mancato; nel caso del dispiacere per il litigio con un amichetto, potrebbe trovare il modo di fare la pace ecc.).
La gelosia tra fratelli è un sentimento che di frequente turba la serenità familiare. Spesso, quando un bambino si comporta male verso un fratello per questo motivo, i genitori lo sgridano dicendogli: “non essere geloso!”; in questo modo, il figlio impara che la gelosia è un’emozione che non si dovrebbe provare e, quando inevitabilmente l’avvertirà ancora, sarà dominato da un forte disagio connesso alla sensazione di essere invaso da un sentimento “sbagliato”, il che non lo aiuterà di certo a comportarsi meglio. I genitori dovrebbero, invece, distinguere l’emozione – che va accettata – dal comportamento – che va corretto e sostituito da una verbalizzazione –; potrebbero dire per esempio al bambino: “capisco che sei geloso – è normale –; la gelosia fa soffrire e, quando la provi, puoi parlarne con noi”/“quando sei geloso per qualche motivo, cerca di spiegarlo; per esempio, se una volta ti sembra che io stia dando molta retta a tuo fratello e troppo poca a te, puoi dirlo e protestare, ma senza dare sberle”.
[…]
L'autrice


Sofia Mattessich è nata a Milano (1967) e si è laureata in Psicologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: specializzata in tematiche relative allo sviluppo di bambini e adolescenti. Mamma di Davide e Dario, si è occupata di psicologia scolastica, disabilità, formazione genitori, adolescenti, problemi familiari e di coppia; collabora con Cortina Editore nella pubblicazione di testi di psicologia.

lunedì 20 gennaio 2014

La campagna iscrizioni anno 2014/15

Dal 29 gennaio al 31 gennaio è possibile richiedere l'iscrizione al nostro ciclo scolastico di Scuola Paterna.

Per farlo puoi contattarci direttamente presso la nostra sede di Vicolo Parco Sud 1 a San Pietro in Casale dalle ore 8 alle ore 13

Oppure via mail contattandoci al indirizzo mail: segreteria@amicidimariele.it

domenica 12 gennaio 2014

Per incontrarci: Open Week dal 13 al 17 gennaio


Per tutti i genitori che vogliono approfondire la possibilità della scelta educativa che proponiamo, dal 13 al 17 gennaio è possibile incontrare le persone che ogni giorno si dedicano a questa attività.


Per farlo  è possibile contattarci al tel 347 2884249 o mail segreteria@amicidimariele.it.